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Strada verso la Casa del Romano Fioritura sul monte Antola Una delle valli visibili dalla vetta dell'Antola Sentiero che dalla Casa del romano conduce alla vetta del monte Antola

Il monte Antola prende il nome dalla parola greca “Anthos” ovvero fiore.

Le copiose fioriture che ricoprono le sue pendici lo colorano di rosso, giallo, bianco e blu a seconda della stagione.

Il territorio comprende le valli Scrivia e Trebbia ed è situato al confine di 4 regioni: Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna offrendo aspetti geomorfologici molto diversi tra loro e di grande impatto visivo. Il substrato geologico è costituito dai “calcari marnosi di monte Antola”, caratterizzati da tracce di elmintoidi, antichi organismi che abitavano i fondi marini (nel periodo del Cretaceo superiore 136 - 65 milioni di anni fà) in cui queste rocce hanno avuto origine.

Si passa da formazioni rocciose ad ampie praterie (utilizzate ancor oggi come pascoli).

Già nel Medioevo era frequentato dai mercanti , pastori, viandanti e coloro che raccoglievano erbe medicinali. Oggi L’Antola è meta molto amata dai Genovesi attratti dal suggestivo  panorama che offre la visione incomparabile delle Alpi e del mare fino alle coste della Corsica.

Panoramica del parco dell'Antola

Abbiamo fatto questa escursione nel mese di Luglio partendo dalla località “Casa del Romano”. Da qui parte un sentiero che segnalato con due pallini gialli conduce fino alla vetta in un paio d’ore colmando un dislivello di circa 200 mt. Noi abbiamo impiegato circa tre ore a causa delle varie soste fotografiche.

Panoramica verso Nord del parco dell'Antola

Poco dopo la partenza (1406 mslm) i campi si tingono di giallo con alcune macchie fucsia a dimostrare che la sua fama è giustificata. Il panorama verso sud ci permette di spaziare fino al mare e possiamo giungere con lo sguardo fino alla costa della Corsica. A nord invece si staglia nettamente la catena montuosa alpina nord occidentalee centrale con il magnifico massiccio del monte Rosa ben visibile.

Hipparchia alcyone Lillium bulbiferum Giglio martagone Arnica montana

Iniziano le prime soste per fotografare i bellissimi gigli che iniziamo a vedere numerosi (giglio martagone, giglio bulbifero), le farfalle svolazzano posandosi sui nostri vestiti e sulle borse (Hipparchia, Vanessa, Hesperidae, Colias crocea, Erebia, ….)

I gigli non sono i soli a dare colore alle praterie, orchidee (Platanthera, Gymnodenia, Nigritella), arnica, margherite tingono di molti colori il terreno che ci circonda. Purtroppo non sempre i gitanti si limitano a godere della bellezza di tale varietà cromatica. Chiaramente in altri periodi dell’anno le pendici di questi monti variano i loro colori a seconda delle specie fiorite.

Pascolo nei prati del parco dell'Antola Paese abbandonato nel parco dell'Antola Bavastrelli

La nostra risalita risulta sempre più lenta, i soggetti e soprattutto i panorami che si incontrano offrono molti spunti.

A corredo della nostra attrezzatura fotografica abbiamo per fortuna aggiunto, oltre agli obiettivi macro (100 Canon e 180 Sigma), un grandangolo che ci permette di effettuare diversi scatti al panorama che in alcuni tratti ci incanta.

Molto d’effetto risultano le mandrie nei pascoli sottostanti e i vari paesini (alcuni disabitati) che si stagliano incastonati nel verde delle montagne ricoperte da ampie faggete e ontano.

Ottima la segnaletica del sentiero, alcune aree attrezzate a metà percorso permettono di fare , per chi lo desidera una breve sosta.  Si possono osservare durante il tragitto presenze simultanee di specie e ambienti alpini e appenninici.

Vetta del monte AntolaRifugio monte Antola Cappelletta nei pressi del rifugio sul monte Antola Lago del Brugneto visto dalla vetta del monte Antola Casa del Romano Osservatorio astronomico monte antola

Arrivati alla fine del nostro percorso (vetta dell'Antola) decidiamo di pranzare al rifugio da poco ristrutturato, che raggiungiamo in circa 5 minuti di cammino dopo aver superato la cappelletta (arrivati in prossimità della vetta prima di intraprendere l'ultimo tratto in salita si prende la deviazione sulla sinistra).

La vista sul lago del Brugneto è splendida complice una tersa giornata estiva.

Dopo il pranzo raggiungiamo la vetta (a quest'ora ormai sgombra dai turisti e gitanti mattinieri che qui si sono fermati per pranzare al sacco) per concederci un ultimo sguardo sulle valli sottostanti che conducono lo sguardo verso la pianurra Padana fino alle Alpi.

Durante il percorso non abbiamo incontrato possibilità di rifornimenti d' acqua fino al rifugio quindi si consiglia di attrezzarsi al riguardo, in particolare nei periodi più caldi.

Il ritorno termina alla Casa del Romano dove ci riposiamo e sostiamo un po' prima di riprendere l'auto.

Vetta del monte Antola

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