Foreste di faggio

Faggeta Aveto Faggeta in autunno Faggeta Beigua

La caratteristica insita nella pianta di faggio (Fagus sylvatica), ovvero quella di avere una diffusione a quote comprese tra 900 e 1900 mslm circa, la rendono molto diffusa nell’appennino ligure. In realtà, lo sviluppo della faggeta dipende anche da altri fattori che condizionano il substrato delle piante, non solo l’altitudine, l’esposizione dei versanti, la piovosità, i venti e le temperature.

La prima sensazione che si avverte entrando in una faggeta in estate è quella di una diminuzione della temperatura e un aumento dell’umidità, la foresta di faggi diventa un luogo di ristoro per molti animali.

Per alcuni aspetti la faggeta ricorda l’aspetto della foresta tropicale, ad esempio, le foglie sono ovali e con rivestimento idrorepellente, la corteccia liscia e grigia, un substrato liscio e soffice con odore del substrato in decomposizione con apparente assenza di forme di vita animale.

La pianta del faggio, può raggiungere l’altezza di 30,35 m circa, mentre il diametro arriva anche a 1,5 m, la longevità si aggira intorno ai 150 anni anche se in circostanze eccezionali arriva fino a 300/400 anni. La pianta fiorisce in aprile/maggio e porta a termine la maturazione in autunno, settembre/ottobre producendo un frutto detto faggiola.

Euphorbia spinosa Pungitopo Corbezzolo

Le faggiole, che sono commestibili, erano un tempo usate dall’uomo per la propria alimentazione e per quella degli animali domestici (prevalentemente maiali). Il seme in passato è stato usato come succedaneo del caffè e per ricavarne un olio, pur fruttificando ogni anno, il faggio produce abbondante produzione di faggiole ogni 4/5 anni.

Il suolo delle faggete non è particolarmente ricco di specie botaniche, è caratterizzato dalla presenza delle dentarie, che sono appartenenti al genere Cardamine, in particolare se la faggeta ha suolo neutrofilo, ricco di nutrienti. Nelle faggete acidofile, sviluppate appunto su suoli acidi, il sottosbosco è dominato da mirtillo nero, (Vaccinum myrtillus) e si incontra anche l’orchidea Dactiloriza maculata.

Euphorbia spinosa Pungitopo Centaurea montana Erythronium dens canis Raponzolo montano Hepatica nobilis

Anche pecie provevienti da praterie e arbusteti circostanti possono fare ingresso in faggeta, ad esempio orchidee del genere Cephalantera: Cephalantera Rubra e Cephalantera longifolia, il dentedicane (Erithonium dens canis), il fiordaliso montano (Centaurea montana) e il raponzolo (phiteuma ovatum). In autunno la caduta delle foglie nelle faggete, forma al suolo, una soffice lettiera che pian piano si decompone a causa di microrganismi animali, vegetali e di funghi micromiceti.

Cardamine Kitaibelii faggeta Faggeta dell'Adelasia Lactarius piperatus Boletus Amanita muscaria

Lo sviluppo di funghi in faggeta è ricco in particolare delle seguenti specie: boletacee (diverse specie di Boletus) russulacee (Russula Ferrea ecc. ) lattari (Lactarius piperatus ecc.) ramarie (Ramaria flava) Si possono incontrare anche cortinari, cantarelli (Cantharellus) e su ceppaie marcescenti funghi detti “lignicoli” come Coriolus versicolor o Ganoderma. Sulle gemme del faggio, in primavera, le femmine del dittero Mikiola fagi, depongono le uova. Quando si schiuderanno le uova  le larve che penetrano nella nervatura della foglia, indurranno a produrre la galla. Le galle dapprima si sviluppano di colore verde e poi rossiccio, le larve svernano all’interno per sfarfallare poi in primavera.

Le galle prodotte da questo dittero fitofago appartenente alla famiglia Cecidomyiidae sono piriformi e cave all’interno.

Rispetto ad altri ecosistemi forestali, il bosco di faggio è povero di fauna, in parte a causa della temperature più basse per via della quota di sviluppo del bosco che tende a popolarsi meno di invertebrati (rispetto ad esempio alle leccete a quote più basse), soprattutto insetti . Una minore presenza di questi ultimi si traduce in una minore disponibilità di cibo anche per i vertebrati.

Euscorpius concinnus Juniperus oxycedrus Rumina decollata Cantareus aspersus

Analizzando gli invertebrati che si possono incontrare in faggeta, ci possiamo soffermare sugli aracnidi, tra i quali i più ben rappresentati sono gli scorpioni, in genere euscorpius italicus, i ragni con numerose famiglie come i tetragnatidi, metidi, araneidi, licosidi, agelenidi, amaurobidii, gnafosidae. In zone di radura è facile osservare anche gli opilionidi, aracnidi simili ai ragni ma con corpo compatto e 8 zampe lunghe. Unici crostacei che si trovano in faggeta sono i cosi detti porcellini di terra, gli Isopodi.

Philoscia sp Eupolybothrus grossipes Helops coeruleus tenebrionidae Cantareus aspersus

A rappresentare invece i chilipodi, chiamati anche centogambe, troviamo i Lithobius, queste specie sono predatori notturni presenti in tutti gli ambienti terrestri del nostro paese. Come per altri ambienti forestali, tra gli insetti troviamo parecchi rappresentanti del gruppo tassonomico dei coleotteri. Questi insetti, facilmente riconoscibili per il loro esoscheletro rigido, vivono nutrendosi principalmente di invertebrati (lumache, lombrichi ecc.) le famiglie più presenti sono quelle dei Carabidi (genere Carabus).

Accanthopus chiocciola

Sono presenti anche coleotteri stafilinidae, inconfondibili a causa della forte riduzione delle elitre, il corpo è quasi completamente scoperto, essi hanno ruoli assai differenti in quanto alcuni sono saprofagi, altri micofagi e altri predatori. Altri generi presenti del genere Scarabeoidei sono Cetonia, Hoplia. Appartenenti ai tenebrionidi troviamo coleotteri saprofagi come Enoplopus e Helops.

Tra gli insetti fitofagi i coleotteri del genere cerambicidae sono al primo posto nelle faggete, gli adulti si nutrono di gemme e le larve sono xilofaghe, ovvero mangiano il legno. Ben rappresentati sono anche i ditteri, si possono osservare sirfidi legati alla faggeta, le loro larve si sviluppano nei tronchi cavi con ristagno di acqua.

Anche i tachinidi, ditteri parassitoidei le cui larve si sviluppano all’interno del corpo di altri insetti, sono presenti in faggeta. Le specie più comuni sono Cylindromya e Ceromya, Anche la presenza di lepidotteri (farfalle e falene) è garantita nelle faggete, grazie alle radure presenti con diversità vegetale che permette alle larve di nutrirsi.

Pararge aegeria Hamearis lucina Hipparchia fagi Brintesia circe

Direttamente nelle foreste si possono incontrare Pararge aegeria e Hemearis lucina, oppure camuffate grazie al disegno criptico, sui tronchi degli alberi si possono osservare Hipparchia Fagi e Brintesia circe.

Anche le farfalle notturne, e in special modo la famiglia dei geometridi è molto ben rappresentata nella faggeta. Possiamo facilmente trovare Scotopteryx , Ennomos e Mesotype, un geometride che può arrecare danno alle faggete è Operophtera fagata , le cui larve divorano completamente i lembi di foglie lasciando solo la nervatura centrale.

Scoliopteryx libatrix Ennomos quercinaria Salamandra pezzata Bufo bufo

Sebbene le faggete non siano molto popolate da vertebrati, nelle giornate piovose, in autunno è possibile incontrare qualche anfibio.

Mentre vaga in prossimità dei piccoli corsi si può incontrare la Salamandra pezzata (Salamandra salamandra) con la sua livrea gialla e nera.

Nello stesso ambiente, in giornate umide, sulla lettiera del bosco si può incontrare anche la Rana italica e il Rospo comune (Bufo bufo).

Anguis fragilis Podarcis muralis Natrix

I più comuni tra i sauri, che possiamo trovare nelle faggete, sono l’orbettino (Anguis fragilis), predatore notturno che spesso si nasconde nelle cavità degli alberi e la lucertola muraiola (Podarcis Muralis) che popola le rocce che di tanto in tanto affiorano nelle praterie che interrompono i boschi di faggio e il Natrix natrix o biscia dal collare.

Tra gli uccelli che sono abituali frequentatori della faggeta, possiamo trovare qualche rapace diurno come  l’Astore (Accipiter gentilis) e lo Sparviero (Accipiter nisus).

Sia l’Astore che lo Sparviero hanno adattamenti morfologici per volare agevolmente in foreste, le ali relativamente corte e la lunga coda gli permettono di vagare agevolmente tra la vegetazione. In faggeta rivestono un importante ruolo gli uccelli appartenenti alla famiglia dei piciformi, ovvero i picchi che nutrendosi di insetti che vivono nei tronchi , come le larve di coleotteri buprestidi e cerambicidi, contribuiscono alla salvaguardia degli alberi.

Le specie che si possono incontrare più di frequente sono il Picchio Verde (Picus viridis) e il picchio rosso (Picoides major). Si possono anche incontrare numerose famiglie di passeriformi, che nidificano nel sottobosco della faggeta, il pettirosso (Erithracus rebecula), il merlo ( Turdus merula) e il codirosso . Tra i fringillidi, i più comuni da incontrare sono: il ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula e il fringuello ( Fringilla coelebs).

©2011 Testo e Foto: Alessandra e Rocco Marciano

Fonti: Quaderni habitat Museo Friulano di Storia Naturale

Ultimo aggiornamento: 04-03-2015