La macchia mediterranea in Liguria

Macchia mediterranea Erica arborea Myrtus communis Euphorbia characias Pinus halepensis Pinus pinea

Uno degli ambienti più diffusi, che caratterizzano al meglio la Liguria è sicuramente la macchia mediterranea. Grazie a estati calde e secche, inverni per lo più miti e piovosi, la natura della costa ligure è spinta a mostrarsi con formazioni vegetali dove prevalgono grandi arbusti e anche alberi di piccola e media grandezza.

Anche il sottobosco è particolare e si presenta fitto e intricato da arbusti e rampicanti. Tale vegetazione non si riscontra ovviamente solo in Liguria, il termine macchia mediterranea, è usato per descrivere la vegetazione lungo la fascia costiera e subcostiera del Mediterraneo, quindi di ampia parte della penisola italiana.

La formazione della macchia mediterranea potrebbe aver avuto origine in tempi molto antichi, con il diffondersi dell’espansione dell’uomo, a causa di allevamento del bestiame, degli incendi e del taglio degli alberi.

Detta anche “foresta a sclerofile”  (skleros = duro, phyllon = foglia) in quanto le specie vegetali sono generalmente con foglie persistenti, poco ampie e coriacee spesso sempreverdi.

Euphorbia spinosa Corbezzolo Pungitopo Agaricus

Gli alberi che si incontrano comunemente sono specie di latifoglie ed aghifoglie che comprendono: leccio, corbezzolo, olivo, alloro, carrubo, pino, ginepro, cipresso e altri. Di contorno sono poi piante cespugliose come il cisto, il lentisco, il mirto, il rosmarino, l’Euforbia arborea e molte altre. Il Leccio può arrivare a formare un bosco in purezza comunemente chiamato lecceta.

Nonostante, come accennato, le condizioni caldo aride dei mesi estivi, nella macchia mediterranea trovano modo di sopravvivere diversi invertebrati:

Alcuni gasteropodi polmonati (chiocciole) hanno trovato il modo di sopravvivere all’aridità ritraendosi nella conchiglia che sigillano secernendo muco per attendere tempi migliori, è il caso di Cantareus aspersus, Rumina decollata.

Lecceta Juniperus oxycedrus Rumina decollata Cantareus aspersus

Tra gli aracnidi, lo scorpione risulta essere ampiamente diffuso nelle leccete dove si è ben adattato riuscendo a svolgere efficientemente la sua attività predatoria notturna. Ben ambientati sono anche alcuni ragni come i Lycosidae, caratteristica della femmina è quella di portare i piccoli sul dorso per qualche giorno dopo la nascita, (Lycosa taretula) e Zolotes sp e Nomisia sp sono presenti nella zona bassa della macchia mediterranea.

Euscorpius concinnus Lycosidae Latrodectus_tredecimguttatus

Verso sud, tra Sardegna Puglia e Sicilia, si è ben adattato un ragno più pericoloso per l’uomo, Letrodectus tredecimguttatus, appartenente alla famiglia teridiidi e comunemente conosciuto come malmignatta o vedova nera mediterranea.

Anche chilopodi, detti centopiedi (Lithobius), abbondano nella macchia mediterranea e nella lecceta. Si trovano spesso sotto pietre e tronchi anche scolopendre.

porcellio pumicatus Philoscia

Gli unici crostacei che possono vivere nella macchia, che rappresenta un ambiente povero di acque sono gli Isopodi terrestri, noti comunemente come porcellini di terra, generalmente detrivori, questi soggetti si trovano anch’essi sotto pietre e vegetazione marcescente come le cortecce. In questi habitat si trovano anche i filosciidi e onisciidi.

La macchia ospita agevolmente diversi insetti come mantidi, insetti stecco, grilli e cavallette, meno presenti, a causa della scarsità d’acqua sono invece le libellule e le effimere. Sono anche presente insetti con apparato boccale pungente, come le cicale, le cimici delle piante e le cocciniglie.

Platycleis sp Decticus albifrons Anacridium aegyptium Calliptamus

Tra gli insetti più diffusi con apparato masticatore, troviamo gli ortotteri, ai quali va attribuito l’importante ruolo di controllori della vegetazione, oltre che importante componente dell’alimentazione dei vertebrati che abitano la macchia mediterranea.

Le specie che si incontrano più frequentemente sono: Dectitus albifrons, platicleis intermedia, gryllus bimaculatus, gryllomorpha dalmatina, dociostaurus marocanus, Calliptamus barbarus, Anacridium egiptium.

Gryllomorpha dalmatina Apodemus sp Charaxes jasius Limenitis reducta

I lepidotteri esclusivi della macchia mediterranea sono relativamente pochi, la specie più particolare appartiene alla famiglia dei Nymphalidae, ed è la Charaxes jasius detta anche ninfa del corbezzolo o farfalla ubriacona. Strettamente legata alla diffusione del corbezzolo in quanto le larve si nutrono esclusivamente di essa, l’adulto è caratterizzato da un volo potente e veloce.

Anche il genere Limenitis è presente, di solito con Limenitis Reducta. La larva trova nutrimento sulle piante di caprifoliacee (caprifoglio mediterraneo) .

Anche gli Esperidi, piccole farfalle dai colori poco vistosi, prosperano nella macchia mediterranea, i bruchi si nutrono di rosacee, malvacee e graminacee.

Anche le falene, lepidotteri notturni, sono presenti nella macchia. Uno dei rappresentanti per eccelleza è Euplagia quadripunctaria, frequente in ambienti rocciosi e ricoperti di vegetazione sempreverde.

Hyla meridionalis Bufo viridis Daphnis nerii Euplagia quadripunctaria

Sono anche presenti falene alla famiglia delle sfingidi che prediligono la zona litoranea come:

la sfinge testa di morto (Acherontia atropos), la sfinge del convolvolo, (Agrius cnvolvuli), la sfinge dell’oleandro (Daphnis nerii) e la finge del ligustro (Sphinx ligustri).

Per gli anfibi la macchia mediterranea non rappresenta un habitat ideale, i corsi d’acqua e le pozze sono soggette ad asciugarsi completamente nella stagione calda. Si riescono a riprodurre solo quelle specie che si recano in acqua solo per il tempo necessario alla riproduzione.

L’anfibio caratteristico della macchia mediterranea è il rospo smeraldino (Bufo viridis) che in questo ambiente riesce a vincere la competizione con il rospo comune (Bufo bufo), il rospo smeraldino riesce a riprodursi anche in acque salmastre che il rospo comune evita.

Tarentola mauritanica Hemidactylus turcicus Lacerta bilineata Podarcis muralis Podarcis muralis

Anche la raganella, che ha bisogno dell’acqua solo nel periodo riproduttivo, trova il territorio della macchia mediterranea ideale per riprodursi.

Localizzata in Liguria si trova la raganella mediterranea (Hyla meridionalis), in tutte le regioni, essendo la più diffusa, troviamo la raganella italiana (Hyla intermedia), nelle isole invece (Sardegna e arcipelago toscano) troviamo Hyla sarda.

Rettili ampiamente diffusi in questo ambiente sono sauri (hanno arti corti dotati di cinque dita) come il Geco comune (Tarentola mauritanica),e il Geco verrucoso (Hemidactylus turcicus).

Timon lepidusSylvia melanocephala Saxicola rubetra

Tra i lacertidi, ampiamente diffuse sono il ramarro occidentale (Lacerta bilineata) e la lucertola muraiola (Podarcis muralis). Inoltre il più grande Sauro della fauna Italiana la Lucertola ocellata (Timon lepidus).

Unico rappresentante italiano della famiglia degli anguidi, che è possibile osservaresotto pietre e tronchi della lecceta marcescente è l’orbettino italiano (Anguis fragilis).

Uccelli praticamente esclusivi degli ambienti a macchia mediterranea vi sono alcune specie di passeriformi insettivori appartenenti alla famiglia dei silvidi come l’occhiocotto (Sylvia melanocephala).

Alcuni uccelli scelgono invece di trascorrere i mesi invernali nella macchia mediterranea come ad esempio lo stiaccino (Saxicola rubetra).

©2011 Testo e Foto: Alessandra e Rocco Marciano

Fonti: Quaderni habitat Museo Friulano di Storia Naturale

Ultimo aggiornamento: 29-09-2013