Mantidi a confronto

Empusa pennata, Conehead mantis Empusa pennata, Conehead mantis Ameles decolor

Ci eravamo già soffermati in precendenza ad osservare usi costumi e riproduzione di un rappresentate del genere mantodea, la mantide religiosa che è la più comune nelle zone aride e calde della nostra regione (Liguria).

Affascinati da questo insetto abbiamo deciso di approfondire le nostre ricerche scegliendo altre due specie delle sette presenti in Italia, l'Ameles spallanzania e l'Empusa pennata, quest'ultima, forse, la più inusuale e caratteristica come aspetto ed abitudini.

Vista la non facile reperibilità di questi insetti, che solitamente hanno areali molti circoscritti, ci siamo fatti aiutare (per rintracciarle) da indicazioni di amici che si occupano professionalmente di foto naturalistiche (grazie a Fabio Pupin) e fotografi amatoriali (grazie a Nicoletta) che ci hanno fornito indicazioni preziose per poter osservare i comportamenti di queste creature in natura.

Le mantidi sono insetti predatori, cacciatori molto abili e sorprendenti per la loro capacità di mimetismo.

Il loro aspetto porta gli esseri umani a provare repulsione nei loro confronti, in realtà esse sono molto utili per l'agricoltura in quanto si nutrono di insetti nocivi per le colture e non sono affatto pericolose o agressive nei confronti dell'uomo.

Le mantidi nel nostro paese appartengono a 7 generi: Mantis, Geomantis, Empusa, Iris, Rivetina, Ameles,  Pseudoyersinia.

Ameles Spallanzania, Dwarf mantis Ameles Spallanzania, Dwarf mantis Mantide religiosa Mantide religiosa

Come abbiamo già detto abbiamo finora avuto la fortuna di poter osservare ben tre tipi di mantidi: Mantide religiosa, Empusa pennata, e Ameles spallanzania.

Il loro habitat ideale è un terreno caldo ben soleggiato e ricco di prede.

La loro colorazione varia dal marroncino al verde e ciò gli permette di mimetizzarsi bene nell'ambiente circostante.

L'Empusa pennata è una mantide dall'aspetto molto particolare con maschi dotati di grandi antenne pettinate. Le dimensioni della femmina raggiungono i 7-8 cm mentre quelle del maschio arrivano a 6-7 cm.

Il protorace parecchio allungato rispetto alle altre specie finora da noi osservate, e per la lunga cresta cefalica che si trova tra le antenne gli conferisce un aspetto inusuale.

Tra le tre mantidi da noi analizzate (Mantis, Ameles ed Empusa) è la più rara e localizzata. Il suo clico vitale è differente dalle altre.

Mantide religiosa Empusa pennata, Conehead mantis

Le ninfe vedono la luce verso giugno luglio, ma non crescono velocemente e durante il periodo invernale vanno in ibernazione (sotto i sassi o nella vegetazione). Riprendono l'attività nella primavera sucessiva per diventare adulti e riprodursi in estate deponendo le ooteche. Gli adulti muoiono poco dopo la riproduzione.

Le Empusa pennata fotografate in questo articolo sono allo stadio di ninfe e non ancora adulte.

Da sottolineare che l'areale preferito dall'Empusa è quasi sempre differente da quello di Mantis religiosa che predilige ambienti più fresci e umidi e per questo è difficile trovarle insieme, contrariamente al genere Ameles in quanto ambedue amano climi più aridi.

L'Ameles spallanzania misura circa 3-4 cm, le femmine adulte hanno le ali appena formate, ma non funzionanti mentre i loro compagni maschi sono alati e in grado di volare. Come detto prima l'ambiente è simile a quello dell'Empusa sotto i 1000 mslm.

Il ciclo vitale delle Ameles non segue un ciclo vitale classico (nascita a primavera), ma può andare in ibernazione a vari stadi.

E' molto agressiva e abbiamo potuto osservare da vicino la voracità con cui divora diversi tipi di insetti. Anch'essa si riproduce deponendo una piccola ooteca di circa 1cm.

In Italia oltre l'Ameles spallanzania esiste l'Ameles decolor presente in particolare nel sud Italia (altre più rare e sempre ritrovabili quasi escusivamente nel sud Italia: Picteti, Facsiipennis e Africana).

Per quanto riguarda la nostra esperienza diretta con la Mantide religiosa è iniziata decidendo di provare a fare schiudere un' ooteca che abbiamo prelevato durante una gita e.......leggi articolo

Pseudocreoboter wahlbergii, Spiny flower mantis Idolomantis diabolica, Devils Flower Mantis Hestiasula brunneriana, Boxer mantis Hymenopus coronatus, Malaysian orchid mantis Theopompa_servillei, East Asian bark mantis Sphodromantis lineola

Dopo aver parlato delle mantidi di casa nostra, vale la pena di soffermarsi a dare un rapido sguardo ai rappresentati del genere Mantodea negli  altri paesi del mondo.

Soprattutto in Africa, Asia, India, Malesia e Indonesia, troviamo i soggetti più appariscenti e particolari, adattati a vivere e cacciare a temperature comprese tra i 25 e 35 gradi.

La mantide orchidea, Hymenopus coronatus, caccia nelle foreste tropicali, mimetizzandosi grazie ai suoi clori tra le orchidee che popolano questi luoghi.

In Africa si trova un interessante Hymenopodoidae, la mantide fiore, (Pseudocreoboter wallberii), è un cacciatore delle foreste secche e ha sull’addome e gli arti espansioni particolari simili a foglie o spine.

Pseudocreoboter wahlbergii

Molto caratteristica anche Hestiasula brunneriana , originaria delle foreste di Ceylon, questa mantide di piccole dimensioni ha femori raptatori ampi e con particolare colorazione nero arancione tanto da esser conosciuta come Boxer mantis (sembrano indossare i guantoni).

Simile invece alla corteccia di un albero, la “bark mantis” nome scientifico Theopompa servillei, caccia le sue prede quasi invisibile in Indonesia, conprecisione nell’isola di Java.

Ancora in Africa troviamo la Idolomantis diabolica (Devils flower mantis), molto caratteristica per la forma e la dimensione. Conosciuta anche come la regina delle mantidi.

La Sphodromantis lineola è la "mantide religiosa" africana, a differenza delle altre si spinge talvolta a inseguire la preda. La femmina raggiunge la dimensione di 6,5 cm mentre il maschio non supera i 6 cm. Vive bene in ambiente caldo e umido tra i 21° e 30°.

Le mantidi quando si sentono minacciate cercano di spaventare l'agressore mettendo in mostra i coloratissimi disegni delle ali, e degli appariscenti arti raptatori. Spesso con questo sistema riesco a respingere l'attacco da parte di uccelli.

Ultimo aggiornamento: 12-Giu-2017