Microlepidotteri

Cydia fagiglandana tortricidae

La curiosità di scovare informazioni sui microlepidotteri non sapremmo dire con esattezza da cosa scaturisce, forse dopo aver osservato centinaia di farfalline ruotare intorno alle luci, averne fotografate alcune, avvistate quasi per caso viste le dimensioni, ci ha fatto venire la voglia di saperne un po’ di più.

Ovviamente stiamo parlando di farfalle, anche se molto piccole e meno vistose che giocano un ruolo importante nell’ecosistema.

La distinzione principale tra le classiche farfalle diurne o le falene notturne e i microlepidotteri è nelle dimensioni, i microlepidotteri o “Microlepidoptera” comprendono famiglie di insetti con esemplari di dimensioni minori, a volte con solo 2 mm di apertura alare.

Agiphila geniculea Pyrausta sp Pterophorus

Sono inoltre molto comuni e note più o meno a tutti noi quelle specie insidiose che a volte ci può essere capitato di osservare nelle case di campagna sbucare fuori da armadi o dispense che custodiscono sacchetti di farina, pasta o polenta.

Infatti, appartengono alla famiglia dei piralidi (Pyralidae), le farfalline che si sviluppano nella farina o in generale nei cereali, Pyralis farinalis.

Ebbene sì, le tignole chiamate anche tarme o camole della farina, sono tutti quei microlepidotteri e non solo che vediamo svolazzare all’interno delle nostre case e che possono essere molto dannose in quanto i bruchi si nutrono di tutto ciò che trovano in una dispensa, farine, cereali, frutta secca ecc.

Le più comuni sono come dicevamo la Pyralis farinalis e l’Ephestia kuehniella, micro lepidotteri molto simili tra loro dalla tipica forma di piccola farfalla notturna. Non sono autoctone ma sono giunte sino a noi via mare dall’Asia passando prima dagli Stati Uniti d’America.

Si riconoscono facilmente in quanto sono di colore bruno con le ali attraversate da una striscia trasversale di colore argento chiaro (sono dette tignole fasciate).

Plodia interpunctella Plodia interpunctella

La Tignola fasciata del grano o Tarma del cibo (Plodia interpunctellaHübner, 1813) è un insetto che infesta le farine di cereali, le paste alimentari, la frutta secca, le sostanze organiche animali conservanti, le cariossidi di cereali, ecc. L'adulto è una farfalla che può raggiungere anche 20 mm di apertura alare, le ali anteriori presentano, alla base, una fascia di color crema e nella parte distale una fascia di colore bruno-arancio, separate da una striscia scura.

Con il nome di tarme, si identificano anche specie di lepidotteri le cui larve si nutrono non solo di ciò che teniamo in dispensa, ma anche  di tessuti come lana, seta ed anchecotone che compongono i nostri indumenti custoditi negli armadi, oltre ad altre tipologie di sostanze contenenticheratina

  • La Tignola dei crini (Tineola bisselliella) è considerata la varietà più comune. La sua larva è nuda e fila un poco disetaintorno alle sue provviste di cibo.

  • La Tignola delle pellicce (Tinea pellionella) è meno comune della prima. Questo tipo di tarma è più piccola, e misura tra 0,3 e 0,6 centimetri. È di colore giallo o marrone grigiastro, con macchie marroni più scure sul primo paio di ali, le larve vivono in un involucro fatto con frammenti di seta e tessuti.

  • La Tignola dei tappeti (Trichophaga tapetzella) è un'infestante che vive nelle stesse aree. Essa completa il proprio ciclo vitale in un anno, ma la velocità di sviluppo dipende da temperatura, umidità e disponibilità di cibo. La sua apertura alare è di 14-18 mm. La larva vive in una galleria tortuosa, costruita con frammenti di tappeti e altri tessuti.

Foglia con mine Clepsis rurinana Tortricidae Eupithecia geometridae Hypena lividalis Noctuidae

Uno dei più importanti studiosi italiani di microlepidotteri fu Federico Hartig,  le sue raccolte sono le più importanti mai realizzate in Italia Hartig è anche lo scopritore della Brahamea Europea, unico Brahameide in Europa  (localizzata in Italia) e la fondazione dell'Istituto Nazionale di Entomologia (INE) nel 1940.

Larva psychidae Psychidae Boisduval Acrobasis tumidana

Alcune specie sono endofite all'interno di foglie (microlepidotteri minatori), radici e rizomi, sono xilofaghe all'interno del tronco o dei rami come le Cossidae e le Sesiidae oppure producono galle.

Alcune specie sono monofaghe, cioè si nutrono di una sola specie vegetale, altre sono oligofaghe o polifaghe.

Le “tignole” appartengono a famiglie di falene che (soprattutto Tineidae, Oecophoridae, Gelechiidae e ), possono essere molto dannose, si nutrono talvolta anche di prodotti di origine animale come lana o cera, oppure di escrementi.

©2011 Testo e Foto: Alessandra e Rocco Marciano

Fonti:

Ultimo aggiornamento: 07-09-2013