Il fascino del mimetismo

Spesso la sopravvivenza di fiori, animali e insetti consiste nell’essere poco visibili, scambiati per esseri velenosi o addirittura in qualcos’altro di poco interessante per i predatori. Questo perchè se un individuo non si adatta perfettamente all'ambiente in cui vive ha poche probabilità di sopravvivere e riprodursi.

Si sentono bambini e adulti gridare alla vista di un'ape che ape non è. Scappano impauriti, pensando di poter esser punti da quello che in realtà è una mosca.

Osservando il comportamento degli insetti in un prato non può non saltare all’occhio, salvo che gli insetti si muovano in genere per cibarsi, come spesso si faccia fatica ad individuarli. Nel corso delle ere hanno messo a punto meccanismi di difesa raffinatissimi allo scopo di proteggersi dai predatori ed attaccare a loro volta per cibarsi.

Dichonia aprilina mimetizzata su una corteccia con muschio e licheni Sphingonotus caerulans Sphingonotus caerulans

Anche un occhio ben allenato stenta a volte a scorgere il soggetto nel tentativo di immortalarlo fotograficamente nel suo habitat a causa della somiglianza (colore e forma) con le superficie dove si appoggia.

Si può citare ad esempio un geco che si confonde con il muro sul quale si arrampica o un insetto stecco che simula di essere un rametto. Tutto questo è reso possibile da diverse forme di mimetismo, dal greco mímesis (imitazione).

Brutalmente il termine indica in generale la capacità di nascondersi o confondersi con l’ambiente circostante ed è quindi da considerarsi la maggiore capacità difensiva del regno animale.

Di seguito abbiamo cercato di documentare, i principali tipi di mimetismo, ovvero:

CRIPTICO (dal greco kriptòs = nascosto). ossia alla capacità che alcuni animali hanno di confondersi nell'habitat in cui vivono. Il fenomeno è molto diffuso nella classe degli Insetti, ma basti pensare ad alcuni animali come la pernice bianca che deve confondersi nella neve che la circonda o il leopardo che scompare nei colori della savana, per capire che il fenomeno è molto esteso.

FANERICO (dal greco phaneros=manifesto/palese) mimicry per gli autori anglosassoni:, che può essere:

BATESIANO (dal nome del biologo inglese Henry Bates che nel 1862 osservò e descrisse per primo il fenomeno sulle farfalle) si riscontra quando una specie innocua o appetibile (il "mimo batesiano") è protetta dalla sua somiglianza con una specie nociva o non appetibile.

Nel mondo degli Insetti esistono dei ditteri (ordine molto vasto, a cui appartiene fra l'altro la comune mosca domestica) della famiglia Syrphidae che possono essere facilmente confusi con api e vespe. La colorazione a bande gialle e nere diventa un'arma di difesa passiva contro i predatori, pur non possedendo alcun pungiglione velenoso (il "modello batesiano") (Mitchell, 1991, modif.). Capita spesso di sentir dire: E' gialla e nera quindi è una vespa! Nulla di più sbagliato.

MULLERIANO (che prende il nome in onore di Fritz Muller,) zoologo tedesco che scrisse il libro "Fur Darwin" in cui discute anche di questo fenomeno. Muller si accorge che alcune specie non appetibili o tossiche hanno evoluto una colorazione ammonitrice comune, anche definita con il termine aposematica. entrambi designano la rassomiglianza di un organismo ad un altro che non è appetibile o è aggressivo.

Sirfide che simula i colori di una vespa Bombina variegata Zygaena Salamandra salamandra

L'aspetto è utilizzato in senso aggressivo per comunicare ed avvertire i nemici della propria pericolosità. Le specie comprendono sia Invertebrati quali vari imenotteri, coleotteri, lepidotteri, ragni sia vertebrati come certe specie di uccelli, anfibi e serpenti.

Il colore o le combinazioni sono vivacissime, passando dal giallo e nero della salamandra comune (Salamandra salamandra), all’ululone del ventre giallo (Bombina variegata) fino al blu e rosso delle zygaene.

Bacillus rossius Alcis repandata Tarentola mauritanica Ennomos quercinaria

Estremamente mimetico (mimetismo criptico) è il geco, facile da incontrare sui muretti o nei pressi delle abitazioni. Tutt'altro che facile è invece riuscire a fotografarlo. Sono animali notturni e la loro livrea si confonde perfettamente con le varie sfumature grigie di sassi e muri.

Abbiamo fatto alcune uscite notturne per incontrare degli esemplari nelle calde notti estive. Sui muretti a secco nei pressi di una frazione fuori Genova abbiamo potuto fare questo simpatico incontro.

Alla vista delle nostre torce si sono rifugiati nelle loro tane, abbiamo quindi dovuto attendere pazientemente un po' (attenuando il fascio luminoso e rimanendo nella semioscurità) per vederli ricomparire.

Con movimenti estremamente lenti abbiamo effettuato un paio di fotografie con l'ausilio dei flash.

Solo un occhio molto attento potrà individuare lo straordinario insetto stecco che è talmente simile ai ramoscelli da essere avvistato molto difficilmente.

Methorasa latreillei Gonepteryx rhamni simula di essere una foglia Empusa pennata Theopompa servillei

Anche la colorazione e la sagoma delle ali di alcuni lepidotteri è fortemente mimetica come nel caso di alcune falene (mimetismo difensivo) (Alcis repandata, Methorasa latreillei) che per il colore ed il disegno delle ali risultano quasi invisibili se posate su muri o cortecce di albero.

Ophris fuciflora Hyla meridionalis Hymenopus coronatus

Il Gonepteryx con la sua caratteristica forma delle ali si confonde facilmente tra le foglie quando è a riposo per poi incantare l’occhio umano con il suo volteggiare ad ali spiegate di un inteso color giallo.

Altri esempi di mimetismo criptico si possono riscontrare nelle mantidi: la religiosa e l’ empusa pennata, esse si confondono perfettamente nella macchia mediterranea tra arbusti e sassi, in questo caso si può dire che è un mimetismo aggressivo.

Nel caso dell’ Hymenopus coronatus (mantide orchidea) l’insetto si mimetizza all’interno di orchidee tropicali grazie alla sua forma e colorazione, mentre la Theopompa servillei si nasconde mimetizzata sulla corteccia degli alberi

Anche i ragni si avvalgono di questa caratteristica. In questo caso lo scopo è molto diverso però, in quanto il ragno tende a mimetizzarsi con la forma ed il colore per poter predare e non per sfuggire ai predatori.

Thomisus sp Inachis io Zerynthia polyxena Bufo Bufo

Un piccolo anfibio, l’Hyla meridionalis,  si nasconde facilmente tra la vegetazione grazie alla sua quasi totale colorazione verde, o il bufo bufo (rospo comune) che si mimetizza molto bene con l'ambiente circostante.

La bellissima farfalla Vanessa IO o la grande Saturnia pyri spaventano i predatori aprendo le ali e mostrando il disegno di macchie circolari che ricordano gli occhi di alcuni vertebrati.

Saturnia pyri

Certe farfalle come la Zerynthia polixena nella loro fase larvale si nutrono esclusivamente di una pianta tossica (aristolochia) che le rende a loro volta non commestibili.

Non bisogna dimenticare che anche il mondo vegetale non è privo di inganni, esempio stupefacente sono alcune orchidee spontanee del genere ophrys che imitano l’addome della femmina di alcuni apidi per fare  i propri interessi, ovvero far trasportare il polline in altre piante.

Talvolta insetti e animali appaiono più scuri sulla parte superiore del corpo e più chiari su quella inferiore risultando così, una olta illuminati, meno tridimensionali e quindi meno definiti.

©2011 Testo e Foto: Alessandra e Rocco Marciano

Fonti: Wikipedia - Si ringraziano E. Biggi e F. Tomasinelli per la collaborazione

Ultimo aggiornamento: 04-07-2011