Photostory: come nasce uno scatto

Come scegliere l’obiettivo per fare una foto macro, dipende spesso da diversi fattori. Ci condiziona la vegetazione circostante, cioè il luogo dove il soggetto è posato e l’habitat in cui esso  vive,  per questo, a volte, se non si conosce il posto o non si è consci del risultato che si vuole ottenere, è meglio portarsi almeno un paio di obiettivi.

Certo l’uscita mirata, in un posto conosciuto, semplifica tutto, ad esempio un bel prato tra maggio e giugno, ci proporrà delle belle fioriture come sfondo e quindi qualunque sia il soggetto che si riprende (farfalle, coleotteri, ditteri ecc. …..) sta a noi decidere se “staccarlo dallo sfondo con un forte sfocato usando la lente da 180 mm (a volte con duplicatore 2X) o lasciar intravedere maggiormente l’ambiente con un obiettivo macro da 100 mm.

Negli ultimi 2 anni abbiamo arricchito, soprattutto per cambiare l’impatto visivo delle nostre foto macro, il nostro corredo fotografico, con 2 obiettivi per nulla semplici da gestire, ma molto divertenti: il 15 mm fisheye Sigma e il 35 mm Macro Tokina f 2,8.

Il Sigma 15 mm fisheye può essere usato solo quando desideriamo contestualizzare un soggetto e abbiamo a disposizione una location degna di essere ammirata. La minima messa a fuoco di questa lente permette di esaltare il soggetto e mantiene molto visibile lo sfondo anche a diaframmi non particolarmente chiusi (da f13 in poi).

E’ facile immaginare l’orribile resa di una foto scattata ad esempio in un bosco disordinato rispetto ad un' ordinatissima faggeta !!

Il 35 mm Tokina è la nostra più nuova, e per certi aspetti sorprendente, lente che abbiamo acquistato per soggetti statici particolarmente tridimensionali (anfibi, funghi, insetti di grandi dimensioni ecc.).

I pochi scatti finora eseguiti ce l'hanno fatta apprezzare per la versatilità estrema a mano libera (ovviamente è molto corto e leggero)  per l’estrema nitidezza (in post produzione non si riesce quasi ad applicare nitidezza) e la resa dei colori anche su foto paesaggistica.

Non ci soffermiamo ovviamente sul fatto che sia necessario possedere un buon cavalletto dotato di testa possibilmente micrometrica per offrire base d’appoggio stabile alla macchina fotografica o un plamp per ridurre le oscillazioni della brezza agli steli dove sono posati gli insetti, per noi liguri che abbiamo un sacco di vallate ventose è indispensabile.

Ecco messo in pratica quello che abbiamo descritto con qualche scatto documentativo per quanto concerne gli obiettivi da 180 mm Sigma e il Sigma 15 mm Fisheye. Di seguito riportiamo la documentazione di uno scatto effettuato nel mese di giugno 2011, una mattinata passata in un magnifico prato dove ci siamo imbattuti in diversi insetti.

Unica nota negativa di quella mattina è stato il vento costante che ci ha costretti a fotografare con diversi accorgimenti.

Aporia catraegi Inquadratura del soggetto Posizionamento dei flash Pronti allo scatto

Abbiamo preso di mira una delle decine di aporia crataegi, un lepidottero discretamente grande appartenente alla famiglia dei pieridae, che si trovavano in questo prato dove il mese prima avevamo visto parecchi bruchi sulla pianta nutrice (il prugnolo).

Vista la vegetazione disordinata subito dietro il soggetto decidiamo di utilizzare il Sigma 180 mm per ottenere uno sfondo abbastanza uniforme, l’erba ormai alta e fitta ci ha fatto desistere dall’utilizzare il 100 mm Canon.

La luce era particolarmente fredda (circa le 06.00) quella mattina e il vento incessante, abbiamo così montato un piccolo cavalletto ausiliario che portiamo sempre con noi che ci ha permesso di ancorare il plamp per tenere ferma la margherita con il soggetto e tenere sulla sua testa montato un flash (Canon 580 EX)  con una gelatina di color arancione affinché fosse simulata la luce calda dell’alba che invece era piuttosto freddina.

Aporia catraegi

Scegliamo un'inquadratura verticale per evidenziare la delicatezza dello stelo del fiore.

Abbiamo messo a punto il settaggio macchina utilizzando un ISO alto (400) che ci permettesse di avere un buon margine di sicurezza per i tempi di scatto, con la Canon EOS 7D non notiamo mai rumore fastidioso a questi ISO (con un po' di riduzione rumore sullo sfondo in PP si ottengono ottimi risultati), selezionata la modalità manuale e scelto un  diaframma chiuso a  f/10, visto che eravamo a oltre un metro di distanza dal soggetto, una chiusura maggiore avrebbe messo  troppo in evidenza lo sfondo. Regoliamo i tempi in modo da avere la scena correttamente illuminata e otteniamo 1/125 (sufficiente per evitare il micromosso che nonostante il plamp si verificherebbe a causa del vento).

A questo punto abbiamo posizionato un secondo flash (430 EX II), su un piccolo treppiede, sottoesposto di un paio di stop, sul  davanti per rendere leggibile il soggetto che veniva irradiato di luce dal flash posteriore. Il risultato ci è sembrato soddisfacente, un’ora dopo, con il prato illuminato dai primi raggi del sole, le condizioni di luce erano più o meno le stesse !!

A fine estate e inizio autunno, dopo i temporali estivi, iniziano a nascere i funghi ed ecco allora una splendida occasione da non farsi sfuggire per scattare qualche foto ambientata con il 15 mm fisheye macro.

Sigma 15 mm fisheye e illuminazione con pannello led Amanita muscaria

La tipologia del bosco scelto è stata quello della faggeta, in questo caso l’uscita era mirata a trovare soggetti “fotogenici” per essere immortalati nel loro contesto. Di solito il sottobosco delle faggete è sempre molto ordinato e il tappeto di foglie cadute in autunno molto affascinante.

Ci soffermiamo quindi a mostrare in questi scatti uno dei soggetti più accattivanti esteticamente, un’amanita muscaria.

A differenza dello scatto descritto in precedenza questo potrebbe sembrare più semplice visto che il vento non crea nessun problema (non muove il soggetto) e non c’è pericolo che scappi, ma la luce e il colore del cielo nel bosco non sono facili da gestire e spesso in contrapposizione con il terreno scuro qualche problema si crea.

Questo fungo era quasi al centro di una bella radura circondata da faggi che iniziavano a mostrare la veste autunnale, era una giornata di novembre con cielo nuvoloso, allestiamo quindi il nostro set cercando di far vedere con la macchina fotografica ciò che osserviamo.

Una volta montato il 15 mm fish Sigma sulla Eos 7D, il primo accorgimento è quello di portare la macchina fotografica sul terreno ad altezza fungo. Abbiamo quindi abbassato in nostro tripod (Manfrotto 190xprob) inclinando orizzontalmente l’asta centrale.

Come settaggi macchina scegliamo la modalità AV (decidiamo noi il diaframma), impostandolo in questo caso a f/16 visto che ci interessava vedere bene l’ambiente circostante, il tempo di scatto con l’ISO 125 è di 1/5 sec. e pur essendo un tempo molto basso non ci preoccupa visto la staticità della scena.

Appena connesso lo scatto remoto ed effettuato lo scatto di prova (previa messa a fuoco manuale tramite live view) ci accorgiamo che il cappello e il gambo del fungo rimangono sottoesposti rispetto allo sfondo e quindi decidiamo di illuminarlo frontalmente. Invece che utilizzare i flash in fill-in o un pannello riflettente usiamo un pannello a led (126 led) con emissione di luce regolabile corredato di schermo neutro che ci permette di schiarire le ombre sul davanti. Ancora uno scatto di prova per ottimizzare la luce ed ecco un risultato per noi soddisfacente.

Ovviamente, quanto sopradescritto è valido per corpi macchina APS-C Canon. Soprattutto per quanto concerne l'uso del 15 mm Fisheye Sigma i risultati ottenuti su una full frame sarebbero differenti in quanto l'angolo di visione risulterebbe maggiore.

Ultimo aggiornamento: 12-Giu-2017