Le più grandi falene del mondo: i Saturnidi

Bruco di Saturnia pyri Particolare di Saturnia pyri Saturnia pyri su un tronco Bruco di Saturnia pavonia

Tra il 2008 e il 2010 abbiamo osservato, prima occasionalmente, poi pian piano con più interesse, diverse farfalle notturne, sia nel loro ambiente naturale che in ambiente controllato.

Le falene, come succede per i lepidotteri diurni, si suddividono in molte famiglie con caratteristiche ben precise. Grazie a una serie di fortunate circostanze, abbiamo potuto osservare, e in alcuni casi allevare, esemplari appartenenti alla famiglia dei Saturniidae.

Difficile non farsi affascinare dai lepidotteri  appartenenti a questa famiglia, la cui caratteristica fondamentale è la grande dimensione, infatti, questo genere comprende alcuni tra i più grandi insetti del mondo!!

Saturnia pavoniella maschio Saturnia pavoniella femmina

In Europa il più grande rappresentante di questa famiglia è la Saturnia pyri, Saturnia maggiore (il più grande lepidottero europeo) questa splendida falena ha un’apertura alare di circa 15 cm. (alcune specie esotiche arrivano a 30 cm!!) ed è molto appariscente per via di due disegni tondeggianti ben visibili sulle ali simili ad occhi.

Altra falena piuttosto grande presente in Italia è la Saturnia pavoniella, la quale vola in tutta l'Europa meridionale con una sola stagione annuale (da febbraio a maggio a seconda della latitudine).

Antenne di Antheraea mylitta maschio Antenne di Antheraea mylitta femmina Dettaglio di antenna di Actias luna

Gli adulti hanno un evidente dimorfismo sessuale, il maschio dalle tonalità più arancioni e dalle dimensioni più piccole e le classiche antenne bi pettinate molto evidenti. La femmina invece sono di colore grigiastro e volano di notte, al contrario dei maschi che volano nel pomeriggio.

Abbiamo rinvenuto più volte su piante di alaterno (Rhamnus alaternus) larve di Saturnia piry, (molto grandi e pelose) ma anche della Saturnia pavoniella, in quanto questa è la pianta nutrice più ambita da questa falena.altre piante nutrici sono il ciliegio, il susino, l'albicocco (Prunus sp.). Le larve sono gregarie e nelle varie mute presentano tonalità di colore differenti, talvolta le differenze cromatiche sono anche tra un individuo e l’altro.

Nella Saturnia il disformismo sessuale è abbastanza marcato, i maschi hanno colorazione vivace, le antenne bi-pettinate sono più grandi. Grazie a queste antenne, che sono sensibili apparati di ricezione i maschi sono inoltre in grado di captare le femmine, che emettono i feromoni sessuali (secrezioni chimiche particolari), anche a lunghe distanze (Km).

L’apparato boccale di queste falene è inoltre atrofizzato negli adulti, quindi in pochi giorni questi lepidotteri devono riuscire ad accoppiarsi e a deporre le uova prima di morire per denutrizione.

Falena Attacus atlas moth Attacus atlas

Appartiene a questa famiglia anche Attacus atlas (Atlas moth), la più grande falena del mondo. I bruchi di questa specie se la cavano bene anche loro in quanto a dimensione, raggiungono infatti facilmente i 10 cm di lunghezza. Ricordiamo molto bene lo stupore (anche se il bozzolo non era piccolo) del giorno in cui si è schiusa, nella gabbietta appositamente costruita c’era una femmina di Attacus Atlas con apertura alare di 28 cm!!

Falena Attacus atlas

Sono dimensioni di tutto rispetto che non siamo abituati, nel nostro paese, a collegare ad un insetto. L’apertura alare di questi splendidi lepidotteri arriva a sfiorare anche i 30 cm, ma solo negli esemplari femmina. La nostra Attacus femmina ci ha permesso (essendo più tranquilla del maschio) di osservare con cura i disegni delle grandi ali superiori e le “finestre trasparenti” di cui sono dotate, non ultima la forma simile ad un “cobra” delle estremità delle ali da cui prende il nome, “farfalla cobra”.

I bozzoli di questa falena vengono utilizzati per ottenere una seta piuttosto resistente conosciuta come "seta Zagara".

La diffusione di questo lepidottero è l’Asia sudorientale e l’India. Bruchi di queste dimensioni sono veramente fuori standard per le nostre latitudini, anche alimentarli non è semplice, non tanto per la pianta ospite che ci si deve procurare (in genere quercia – rosacee – pioppo – ligustro ecc.) ma soprattutto per le notevoli quantità di foglie che consumano queste larve quando raggiungono gli ultimi stadi dello sviluppo.

Sempre provenienti dal continente indiano, ci sono splendide falene del genere Antheraea, in questo caso abbiamo allevato e osservato la Antheraea mylitta.

Primo stadio larvale di Antheraea mylitta Terzo stadio larvale di Antheraea mylitta Terzo stadio larvale di Antheraea mylitta Antheraea mylitta accoppiamento Antheraea mylitta bozzoli

Questi lepidotteri si allevano con relativa facilità, e noi abbiamo avuto la fortuna di allevare dall’uovo all’adulto una coppia che si è poi felicemente riprodotta, con nostra grande soddisfazione!!

L'apertura alare oscilla tra i 13 e i 17 cm e nel loro areale (Sri Lanka e India) hanno diverse generazioni annue. Per allevare queste possenti larve (12 cm di lunghezza!!!) abbiamo potato pesantemente una quercia vicino a casa.

Antheraea mylitta maschio Antheraea frithi femmina

Sui bruchi, dopo le prime mute appaiono dei caratteri distintivi molto particolari, dai bozzoli del genere Antheraea, sia mylitta, proylei, perny e yamamay si ricava seta chiamata selvaggia o Tussak perché le bave sono più irregolari per via della secrezione più grossolana a differenza della famosa e conosciuta seta ottenuta da Bombix mori (baco da seta o bombice del gelso).

La lavorazione in questo caso richiede che i bozzoli siano portati ad ebollizione in una soluzione chimica o trattati con ammorbidenti per ottenere stoffe soffici.

Un’altra specie di questa famiglia, ma proveniente dalla Tailandia è Antheraea friti pedunculata.

Sempre nel continente asiatico (Cina) troviamo la Samia ricini (simile alla sfinge dell’ailanto Samia cynthia). I bruchi di questo Saturniidae, raggiungono nell’ultimo stadio, dimensioni di circa 9 cm e quando cessano di alimentarsi iniziano a costruire il grande bozzolo, fatto di bava sericea che si solidifica a contatto con l’aria.

Antheraea frithi Falena Samia ricini su una foglia Samia ricini mentre depone le uova Bruco di Samia ricini

Sia la larva che l’adulto, hanno interessanti e piacevoli dettagli cromatici da osservare su ali e corpo. Complesso è il meccanismo (comune a molte falene) con il quale gli adulti escono dal bozzolo, devono infatti secernere una sostanza che dilati le maglie della seta fino al punto di uscire dalla sommità del bozzolo.

Hyalophora cecropia Hyalophora cecropia

Come peraltre specie di Saturniidae i maschi di Samia si distinguono dalla femmina per via dell’addome più piccolo e per le antenne a pettine molto evidenti. La quantità di uova che depone questo lepidottero è in media 400 ad esemplare, la femmina attacca le uova, nell’arco di qualche giorno, sui supporti dove si posa.

Qualche parola in più và detta per la Samia cynthia, che inizialmente importata dalla Cina, verso la metà dell’800 per la produzione della seta al posto del Bombyx mori è finita per naturalizzarsi in diversi paesi, tra cui la costa orientale nordamericana, in Francia, Italia (dove si rinviene nelle regioni settentrionali), Svizzera, Ungheria, Austria, Croazia e Uruguay questo ovviamente legato alla diffusione dell’ailanto (pianta nutrice della larva) che è anch’esso d’importazione e si rinviene facilmente nelle nostre città.

Attacus atlas crisalide Actias luna

Le larve sono allevate per la produzione di una seta più robusta di quella del bombice del gelso, detta seta eri e utilizzata per produrre un tessuto detto kien cen. La quantità di uova che depone questo lepidottero sono in media 400 ad esemplare, la femmina attacca le uova nell’arco di qualche giorno sui supporti dove si posa.

Del continente nord americano abbiamo osservato la Actias luna (American Moon Moth), la cui apertura alare è di 10/12 cm. L’appariscente caratteristica delle falene del genere Actias è quella di avere lunghe appendici che prolungano le ali inferiori, macchie ocellate sulla ali a scopo intimidatorio e hanno una colorazione verde pallido.

Osservare opportunamente ingrandita l’ala di questo lepidottero ce ne ha rivelato il disegno e la struttura che, se opportunamente ingrandita, sembra più una stoffa ricamata piuttosto che la classica ala di lepidottero composta di minuscole squame.

Questo vale anche per l’Actias selene, anche se la troviamo dall’altra parte del mondo ovvero India, Cina e Giappone (The Indian Moon Moth), questa specie ha inoltre una variazione di colore sulle code, un gradiente che vira dal rosso al rosa.

Ala di Actias seleneActias seleneLarva di Actias selene

Come peraltre farfalle del genere actias i bruchi sono di colore rosso-arancione nei primi stadi per poi virare sul verde.

Altra splendida falena del continente nord americano, con la quale abbiamo avuto però meno fortuna è la Automeris io. Il genere Automeris è ampiamente diffuso in Nord America, in particolare Automeris io manifesta come particolarità, nell’adulto, macchie colorate simile a occhi, posti sulle ali e che sfoggiate al momento giusto hanno un effetto intimidatorio verso i predatori.

Bruchi di Automeris io Bruco di Automeris io Automeris io femmina Automeris io maschio

Altra caratteristica di questa specie è quella che nella forma larvale i soggetti sono fortemente gregari, non di rado si muovono in fila indiana (come la processionaria) in cerca di nutrimento.

L’apparato spinoso dei bruchi è inoltre irritante, rappresenta una vera divesa, se sio allevano è meglio cautelarsi nel maneggiarli con guanti.

Il dimorfismo sessuale è molto evidente, i maschi hanno un colore di fondo tendente al giallo e sono nettamente più piccoli delle femmine (6 cm circa i maschi e 9 cm circa le femmine), la colorazione delle femmine è marrone scuro.

Negli ultimi stadi i bruchi sono di dimensione intorno ai 7 cm ed è meglio maneggiarli con dei guanti per non essere punti dai loro aculei, che provocano reazioni dolorose da persona a persona.

Sorprendentemente grandi e simili a sfingi imbalsamate, all’interno dei bozzoli, ci sono le crisalidi. Grazie alle dimensioni, si possono intravedere, osservando attentamente la crisalide, i tratti che caratterizzeranno l’adulto, come l’addome e le grandi antenne bi pettinate sulla testa.

Bruchi di Rothschildia Cincta Bruco di Rothschildia Cincta Bozzolo di Rothschildia Cincta Rothschildia Cincta

Qualche giorno prima dello sfarfallamento si intravedono anche i colori delle ali attraverso la cuticola della crisalide. Abbiamo potuto constatare che alcune crisalidi erano molto sensibili, spesso si agitavano quando nebulizzavamo (allo scopo di fornirgli una sufficiente umidità) il contenitore dove erano contenute.

Antheraea mylitta maschio Ala di Attacus atlas Ala di Samia ricini

In Messico si trova una splendida rappresentante della famiglia dei Saturniidae, la Rothschildia Cincta. Il genere Rothschildia è concentrato maggiormente in Sudamerica, con alcune specie che volano in America Centrale e nell’estremo sud degli Stati Uniti.

Il colore di questo Saturniidae, in alcuni punti delle ali, è color marrone cioccolato e sia le ali inferiori che superiori hanno aperture trasparenti comealtri generi di falene, Attacus Atlas per esempio.

I bruchi di questa specie sono gregari nei primi stadi della loro vita, e dopo l’ultimo si chiudono in un robusto bozzolo di seta che costruiscono con affascinante maestria.

Alcuni Saturnidi sono chiamati farfalle imperatore o pavone ed in genere le ali sono contraddistinte da disegni particolari.

Antherina suraka

Antherina suraka è l’unica falena del genere Antherina diffusa in Madagascar (Continente Africano). Di dimensioni medio grandi, circa 120-130 mm questi Saturnidi, se disturbati, mostrano istantaneamente le loro ali inferiori agitandole in maniera caratteristica e mettendo in mostra i due grandi ocelli che hanno lo scopo di mettere in fuga i nemici simulando gli occhi di un mammifero.

Ala di Antheraea mylitta femmina Ala di Actias luna

I bruchi si nutrono di foglie di Ligustro, Frassino, Biancospino, Salice, Vite ed Oleandro. Quest'ultima è una pianta tossica che però questi bruchi riescono a digerire rendendosi poco invitanti per i loro predatori.

Proprio sulle loro ali ci siamo sbizzarriti a fotografare con utilizzo di tubi e soffietto di prolunga questi splendidi e colorati disegni che sembrano tessuti damascati usciti da un mercatino esotico.

L'attrezzatura fotografica per avere dettagli molto spinti (tutte le immagini sono FULL FRAME) dei soggetti ci ha costretto ad utilizzare, oltre all'obiettivo Canon macro 100mm, montato sulla 7D alcuni accorgimenti come l'utilizzo di un set di tubi kenko e talvolta un soffietto Novoflex (specie per piccoli dettagli come le antenne ecc..) più tre flash Canon per un'adeguata illuminazione e naturalmente un cavalletto e uno scatto remoto per evitare il micromosso.

Ultimo aggiornamento: 12-Giu-2017