Le valli del Parco dell'Antola

Vista panoramica sul Lago del Brugneto Lago del Brugneto Val Trebbia Tetti in pietra

Il Parco dell'Antola rappresenta una tra le zone più suggestive dell'entroterra genovese e dell'Appennino ligure. Il territorio collinare-montano confina a nord con il Piemonte, ad est con l'Emilia Romagna ed è facilmente raggiungibile anche dalla provincia di Pavia. Comprende tre vallate (Val Brevenna, Val Vobbia e Val Trebbia) che presentano aspetti geomorfologici molto differenti. L'area protetta presenta una notevole varietà di ambienti: valli e vette panoramiche, boschi, pascoli e radure; versanti rocciosi a strapiombo, corsi e bacini ricchi d'acqua. Dominata dalla cima del Monte Antola, offre agli escursionisti un’ampia scelta di programmi per visitarlo. Il parco, non offre solo natura, ma è anche storia, architettura e tradizione.

Le Valli dell'Antola costituiscono inoltre un ambiente ideale per praticare attività sportive e del tempo libero grazie alla fitta rete di itinerari escursionistici (270 Km di sentieri, quasi tutti segnati F.I.E.): equitazione; canoa (kayak) lungo i maggiori corsi d'acqua della Val Trebbia e della vicina Valle Scrivia; arrampicata sportiva ed alpinismo (nel comprensorio delle Rocche del Reopasso); mountain-bike e ciclismo; parapendio, deltaplano (M.te Maggio); pesca sportiva; passeggiate invernali con sci da fondo e alpinismo lungo l'intero crinale dell'Antola

Con questo biglietto da visita l’area descritta ci ha decisamente incuriositi a visitare alcuni dei punti più interessanti dal punto di vista storico e naturalistico. Non solo quindi la vetta del monte Antola (con i suoi 1597 mslm), famosa per le sue fioriture è descritta qui, ma anche i centri storici, con le loro leggende e opere architettoniche del passato.

Vobbia Vobbia Castello della pietraFiume Scrivia

Una meta estiva per le famiglie, in quanto caratterizzata da un clima fresco-umido, è il lago del Brugneto che funge da principale riserva idrica della città di Genova. E' stato realizzato nel 1959 grazie allo sbarramento con una diga del fiume Brugneto.

Lungo le rive del lago (13,5 KM percorribili a piedi in circa 6 ore) si snoda una serie di sentieri in parte immersi in una ricca faggeta, salici e pioppi.

Il luogo si raggiunge da Genova (SS45) fino a Torriglia da qui le indicazioni conducono verso la diga in poco più di 15 min.

La ricchezza di corsi d'acqua di queste valli le rende, da un punto di vista naturalistico, molto interessanti. Anfibi, farfalle e odonati abbondano nei loro ambienti naturali.

Nella stagione primavera estate le praterie dei crinali del monte Antola si tingono di accese colorazioni dovute a copiose fioriture. A maggio, in particolare, le praterie di Pian della Cavalla e della Casa del Romano si imbiancano letteralmente di narcisi.

Pian della cavalla fioritura narcisi fioritura narcissus poeticus narcissus poeticus Asfodelo

Questa fioritura cosi estesa è costituita dalla specie Narcissus poeticus, non a caso il logo  del Parco dell’Antola reca all’interno questo fiore.

Botton d'oro Fioritura narcisi

Il percorso per raggiungere queste mete non è impegnativo, una volta raggiunto il bivio che sale alla Casa delRomano si gira a destra verso Fascia e dopo qualche tornante sulla sinistra si nota uno sterrato nei pressi del quale si lascia l’auto e si procede su un sentiero verso il monte della Cavalla.

Il percorso si alterna a tratti di bosco misto fino alla faggeta che immette nell’altopiano erboso nel quale si possono ammirare la straordinaria fioriture dei narcisi, asfodeli e non meno suggestiva una ranuncolacea, Il Botton d'oro (nome scientifico Trollius europaeus ) che è presente con innumerevoli esemplari.

Impossibile non spingersi nelle valli Brevenna (quella a nostro avviso più affascinante), Vobbia (ricca di testimonianze feudali che risalgono al IX-X secolo) e Trebbia dove il fascino degli ambienti naturali è accresciuto dalla presenza di minuscoli paesini sparsi sui crinali,simili a piccoli presepi. L'esistenza di ampi bacini ecorsi d'acqua (lago del Brugneto, torrenti Trebbia, Terenzone, Cassingheno) e di estese faggete, arricchisce il pregio naturalistico di questa vallata). Da vedere in zona il Castello della Pietra, situato nel comune di Vobbia.

Mulino Crocefieschi Crocefieschi

Il nucleo originario della costruzione risale all’anno 1000 d.c. ed è moltocaratteristico da osservare incastonato, nel vero senso della parola, in una roccia di puddinga. Nel 1797 fu bruciato e i cinque cannoni di bronzo che servivano adifenderlo dagli attacchi dei nemici furrono fusi e utilizzati per farne le campane della chiesa di Crocefieschi. Nel 1900 viene donato al comune di Vobbia. E' tutt'oggi gestito dalla Provincia di Genova e visitabile previa telefonata al tour operator della zona. Importante la chiesetta di San Fermo, una delle tracce di cultura religiosa più antiche.

La ricchezza d'acqua di queste vallata conserva tutt'oggi le testimonianze di vecchi mulini ad acqua restaurati ed in alcuni casi ancora funzionanti.

Una famosa meta per gli escursionisti esperti (è una via ferrata alpinistica attrezzata ma non presidiata!) è rappresentata dalla Cresta del Reopasso. Nelle vicinanze di Crocefieschi si trovano infatti le Rocche del Reopasso.

Questo piccolo e delizioso comune arroccato in Alta Valle Scrivia prende il nome dalle due famiglie che dominarono in quel luogo: dapprima i Croce, feudatari della zona, poi i Fieschi attorno ai primi del 1200. Dalla metà dell'800 venne istituito il comune di Crocefieschi.

Rio dell'orso Cappelletta Nostra Signora delle Grazie Senarega, ballatoi lignei Castello Senarega Salus Infirmorum

Il percorso si snoda su un itinerario di circa 6.5 km che inizia nei pressi della chiesetta dedicata alla Madonna della Guardia, posta in posizione panoramica sopra Crocefieschi, da qui si è guidati dai segnali FIE (un quadrato giallo).

Forse per via del fascino che emanano i castelli ci siamo spinti in Val Brevenna, per raggiungere il castello di Senarega, antico borgo medioevale (XII-XIII sec.). A Senarega (723 slm) appunto, si trovano notizie che riportano agli inizi del Duecento, il castello viene fatto risalire in due epoche, XII secolo per quanto riguarda la torre e il XV secolo per quanto riguarda l’area residenziale. All’ingresso del paese si trova il vecchio ponte in pietra sul Rio dell’Orso che appena oltrepassato ci porta alla Cappelletta di Nostra Signora delle Grazie costruita intorno al 1620.

Caratteristica di queste abitazioni sono i ballatoi in legno ancora visibili e ben conservati (XVIII sec.) che si cotrappongono con la tecnologia degli ultimi anni come parabole satellitari e impianti telefonici/elettrici.

Castello Senarega Fontana Boccabagia Senarega

Per accedere al castello una breve salita pedonale ci porta fiono ad un arco sul quale passava l'acqua che sgorgava da una fontana inserita in una nicchia chiamata Boccabagia

Sempre nella valle, poco dopo Molino Vecchio, si giunge in un luogo dove si fondono culto e leggenda.

Un racconto del 1584 narra di una pastorella che malata di peste guarì bevendo ad una fonte, in quel luogo venne successivamente eretta una piccola cappella che poi nel 1744 divenne l’odierno Santuario della Madonna dell’Acqua. Posto molto suggestivo che conserva ancora oggi un certo fascino !!

Ultimo aggiornamento: 12-Giu-2017