Paese – Stagnone – Monte Le Penne – Ex Colonia Penale - Paese

INFO

Difficoltà: Questo percorso è da considerarsi impegnativo vista la lunga durata, con diverse salite e discese. Percorso effettuabile tutto l’anno, tranne i mesi più caldi (attenzione Luglio e Agosto)

Segnavia: Indicazioni sul posto

Dislivello: 649 m

Tempo: 5 ore

Lunghezza: 15 km

Voto:

Attrezzatura consigliata

Scarpe o scarponcini da trekking

Abbondante scorta d'acqua

Giacca a vento tecnica o anche un semplice K-way (il tempo cambia velocemente anche se piove raramente)

Bastoncini da trekking

Cappello da sole anti UV

Occhiali da sole (meglio se specifici da trekking con protezione UV 2/3)

Come arrivare

:

Per arrivare a Capraia bisogna andare in Toscana e imbarcarsi a Livorno.

Il traghetto della Toremar, che fa la spola giornaliera tra Livorno e l’isola, consente di trasportare anche l’auto, ma noi la sconsigliamo, tutta l’isola non ha strade transitabili se si eccettuano gli 800 m che separano il porto dal paese, il viaggio da Livorno si conclude a capraia Isola dopo circa 2 ore e mezza.

La bellezza dell’isola è proprio rappresentata da un bassissimo impatto dell’uomo sull’Ambiente.

Una volta scesi dal traghetto si deve salire al paese, normalmente si può andare a piedi o farsi venire a prendere da coloro dove si è prenotato (lo fanno quasi tutti) in alternativa c’è un mezzo pubblico che fa la spola ogni 10 minuti tra il porto e il paese.

Se si è già pianificato un percorso, dal paese (basta raggiungere la chiesa) partono i principali sentieri e le indicazioni sono abbastanza chiare.

Si può in alternativa recarsi presso l’Agenzia Il Parco, poco distante dalla chiesa, dove sono preparati a fornire ai visitatori cartine dei sentieri e preziosi indicazioni sulle difficoltà dei percorsi.

Descrizione

Bisogna tenere presente che è bene avere un buon allenamento escursionistico vista la lunghezza del percorso, in quasi tutta l’isola il segnale radio del cellulare è discontinuo o assente da quando si esce dal paese, in alcuni tratti entra in roaming l’operatore telefonico francese, vista la vicinanza con la Corsica.

Sconsigliamo l’escursione in piena estate, noi abbiamo scelto i primi giorni del mese di maggio, le giornate sono già molto lunghe e le temperature accettabili intorno ai 20 gradi.

Su quasi tutto il percorso non ci sono ripari a causa della quasi completa mancanza di alberi e quindi si procede sempre sotto il sole (se c’è bel tempo), essenziale avere la corretta scorta d’acqua perché non ci sono fonti di approvvigionamento lungo il cammino.

Appena usciti dal paese ci si addentra, lungo un comodo sentiero che presto diventa una mulattiera, che ci porta verso il centro dell’isola.

Le indicazioni sono abbastanza evidenti, comunque è sempre bene prestare attenzione a frecce e segnali, dipinti sulle rocce, la vegetazione anche se bassa a volte copre alcune di queste indicazioni in prossimità dei bivi.

Passando a fianco all’eliporto si prende un sentiero che attraversa una zona molto caratteristica, il Reganico, questa breve deviazione ci permette di osservare subito le splendide composizioni che le rocce vulcaniche dell’isola compongono.

Seguiamo le indicazioni per l’unico specchio d’acqua dell’Isola, chiamato lo stagnone, che si trova a circa 300 metri di altitudine , per qualche km procediamo su ampia mulattiera di ciotoli, che onestamente, essendo tondeggianti non rendono il cammino facile e regolare.

Tutt’intorno si osserva a perdita d’occhio la vegetazione a macchia mediterranea che invade tutto il territorio e alcune splendide formazioni di rocce vulcaniche che ci accompagneranno lungo il percorso.

Facciamo una breve sosta per scattare qualche foto in prossimità della sella dell’Acciattore, ai piedi del monte Cancelle.

Da qui si gode una splendida vista a strapiombo sul mare, con attenzione ci si può affacciare da questo balcone naturale e ammirare la Cala del Fondo.

Ripreso il sentiero in salita proseguiamo per una ventina di minuti fino ad arrivare, scendendo, ad una valletta dove troviamo lo specchio d’acqua.

In questa stagione si presenta meravigliosamente suggestivo, è tutto ricoperto di fiori, i ranuncoli acquatici abbondano, mentre tutto intorno la vegetazione è ad asfodeli ed eriche.

Dopo aver osservato e fotografato il laghetto proseguiamo in salita verso la cima rocciosa e frastagliata che ci si prospetta davanti, il Monte delle Penne.

Dalla sua sommità si gode una delle più belle visioni d’insieme della costa occidentale, anche se catturati dal paesaggio, bisogna fare attenzione su questo passaggio roccioso, lo strapiombo sotto di noi è impressionante.

Da questo punto il sentiero inizia a scendere fino a portarci in prossimità delle prime costruzione di quello che era la Colonia Penale dell’Isola (in funzione fino al 1986)

Si possono osservare, diverse costruzioni ancora in buono stato e alcuni vasconi che raccolgono l’acqua piovana e che servivano ad irrigare agli orti.

Altre costruzioni sono: il caseificio, l’ovile, la lavanderia, gli alloggi dei detenuti ecc., da qui si abbandona il sentiero e si procede su un’ampia strada bianca che con rapide curve ad esse si proietta verso il porto.

Iniziamo a vedere il paese con la sua torre e in breve arriviamo al termine del nostro trekking.

Osservazioni del naturalista

Del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano capraia è l’unica isola di origini completamente vulcaniche.

Respirare l’aria di capraia fa capire subito come siano presenti molte piante aromatiche, tipiche della vegetazione a macchia mediterranea è abbondante qui a Capraia, il profumo si sente quasi ovunque.

Sono molto diffusi l’alaterno, il mirto, il corbezzolo, il lentisco e il rosmarino.

Ampi spazi sono colonizzati da erica arborea e abbonda tutta quella vegetazione che si può definire da rupe o scogliera, ovvero, cineraria, euforbia arborea e violaciocca.

Per quanto riguarda la fauna c’è molto da dire, in particolare sugli uccelli, si possono osservare molte specie descritte qui: