Paese – Monte Arpagna – Punta dello Zenobito – Paese

INFO

Difficoltà: Questo percorso è da considerarsi impegnativo vista la lunga durata, circa 7 ore per percorrere km 17 con diverse salite e discese su terreno sconnesso.

Segnavia: Indicazioni sul posto

Dislivello: m

Tempo: 5 ore per il giro ad anello

Lunghezza: 17 km

Voto:

Attrezzatura consigliata

Scarpe o scarponcini da trekking

Abbondante scorta d'acqua

Vista la fitta e robusta vegetazione nei pressi della torre dello Zenobito è consigliabile avere i calzoni lunghi.

Bastoncini da trekking

Cappello da sole anti UV

Occhiali da sole (meglio se specifici da trekking con protezione UV 2/3)

Come arrivare

:

Per arrivare a Capraia bisogna andare in Toscana e imbarcarsi a Livorno.

Il traghetto della Toremar, che fa la spola giornaliera tra Livorno e l’isola, consente di trasportare anche l’auto, ma noi la sconsigliamo, tutta l’isola non ha strade transitabili se si eccettuano gli 800 m che separano il porto dal paese, il viaggio da Livorno si conclude a capraia Isola dopo circa 2 ore e mezza.

La bellezza dell’isola è proprio rappresentata da un bassissimo impatto dell’uomo sull’Ambiente.

Una volta scesi dal traghetto si deve salire al paese, normalmente si può andare a piedi o farsi venire a prendere da coloro dove si è prenotato (lo fanno quasi tutti) in alternativa c’è un mezzo pubblico che fa la spola ogni 10 minuti tra il porto e il paese.

Se si è già pianificato un percorso, dal paese (basta raggiungere la chiesa) partono i principali sentieri e le indicazioni sono abbastanza chiare.

Si può in alternativa recarsi presso l’Agenzia Il Parco, poco distante dalla chiesa, dove sono preparati a fornire ai visitatori cartine dei sentieri e preziosi indicazioni sulle difficoltà dei percorsi.

Descrizione

Bisogna tenere presente che è meglio avere un buon allenamento escursionistico vista la lunghezza del percorso, in quasi tutta l’isola il segnale radio del cellulare è discontinuo o assente da quando si esce dal paese, in alcuni tratti entra in roaming l’operatore telefonico francese, vista la vicinanza con la Corsica.

Sconsigliamo l’escursione in piena estate, noi abbiamo scelto i primi giorni del mese di maggio, le giornate sono già molto lunghe e le temperature accettabili intorno ai 20 gradi.

Su quasi tutto il percorso non ci sono ripari a causa della quasi completa mancanza di alberi e quindi si procede sempre sotto il sole (se c’è bel tempo), essenziale avere la corretta scorta d’acqua perché non ci sono fonti di approvvigionamento lungo il cammino.

Appena usciti dal paese ci si addentra, lungo un comodo sentiero che presto diventa una mulattiera, che ci porta verso il centro dell’isola.

Dopo una mezzora di cammino, al bivio che incontriamo sulla strada imboccata dalla chiesa del paese, teniamo la sinistra seguendo le indicazioni per il monte Arpagna.

Su questa vetta sono ancora presenti i ruderi di un una vecchia postazione militare (il semaforo) da dove nella seconda guerra mondiale i marinai osservavano il traffico marittimo delle vicine isole.

Il percorso fino a questo punto, come nel resto dell’isola, è tutto un susseguirsi di vegetazione a macchia mediterranea.

Prima di salire sul monte Arpagna si trova il bivio (e lo si può ammirare dall’alto) per la Punta del Trattoio, uno splendido promontorio che speriamo di raggiungere nella prossima escursione.

Si procede quindi su sentiero con vegetazione ricca di eriche e corbezzoli e una volta arrivati sulla vetta del monte Arpagna riusciamo a scorgere la nostra meta, la torre dello Zenobito.

In fondo alla piana dello Zenobito si intravede appunto la torre omonima, un antico faro costruito dai genovesi intorno al 1500 che emana un forte fascino storico e paesaggistico (da tenere presente che quest’isola fu nel 1500 teatro di molti scontri per difendersi dai pirati del temerario comandante DRAGUT).

Questo tratto del percorso è particolarmente esposto al sole, si incontrano molti gabbiani che nidificano tra queste rocce (che facciamo attenzione a non disturbare), alcuni non gradiscono il passaggio dell’uomo, e lo evidenziano spesso volteggiando sulle nostre teste e simulando alcune picchiate di ammonimento.

La vista mozzafiato del mare turchese e la particolare colorazione del terreno ci appagano ampiamente dello sforzo fatto per raggiungere la torre che domina queste terre vulcaniche di colore rosso.

La discesa non avviene su sentiero tracciato, bisogna prestare attenzione ad individuare i cumuli di pietra che segnalano i vari passaggi sulle rocce di lava.

Qui la testimonianza delle antiche eruzioni di quello che era un vulcano sono molto evidenti, il terreno si trasforma con colorazioni che virano al rosso e si notano in modo molto evidente nella zona del faro, Cala Rossa.

Dopo aver sostato nei pressi del faro per fare foto e osservare la meravigliosa natura che ci circonda rientriamo dallo stesso sentiero.

Le indicazioni per la via del ritorno non sono particolarmente evidenti, è sempre bene prestare attenzione a frecce e segnali, dipinti sulle rocce, la vegetazione anche se bassa a volte copre alcune di queste indicazioni in prossimità dei bivi.

Da qui si ripercorre la strada dell’andata, volendo si può fare una variante lungo la costa (evidenziata da un cartello ad un bivio) ma nel dubbio che possa essere più lunga decidiamo di rimanere sulla strada conosciuta.

Rientriamo in paese verso sera godendoci il panorama sulle molteplici calette sotto di noi.

Osservazioni del naturalista

Del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano capraia è l’unica isola di origini completamente vulcaniche.

Respirare l’aria di capraia fa capire subito come siano presenti molte piante aromatiche, tipiche della vegetazione a macchia mediterranea è abbondante qui a Capraia, il profumo si sente quasi ovunque.

Sono molto diffusi l’alaterno, il mirto, il corbezzolo, il lentisco e il rosmarino.

Ampi spazi sono colonizzati da erica arborea e abbonda tutta quella vegetazione che si può definire da rupe o scogliera, ovvero, cineraria, euforbia arborea e violaciocca.

Per quanto riguarda la fauna c’è molto da dire, in particolare sugli uccelli, si possono osservare molte specie descritte qui: