Capanne di Carrega – Monte Carmo – Poggio Rondino

INFO

Difficoltà: E

Segnavia: Due pallini gialli segnaviasegnavia – due rombi gialli segnaviasegnavia

Altitudine:1642 mslm

Dislivello: 275 metri

Tempo: 1,30 ore AR

Lunghezza: circa 6 km

Voto:

Attrezzatura consigliata

Zaino da trekking

Scarpe o scarponcini da trekking

Giacca a vento tecnica o anche un semplice K-way

Pile in materiale tecnico con zip completa per comodità (solo nei periodi freddi)

Borraccia d’acqua (almeno 1)

Ghette (se pensate di andare con terreno innevato)

Copri zaino antipioggia (in caso di dubbi sulle previsioni)

Come arrivare

Per arrivare a Capanne di Carrega (Carrega Ligure, AL), luogo dal quale parte il nostro trekking, noi che proveniamo dalla Liguria, abbiamo seguito la SS45 in direzione di Torriglia.

Qui bisogna attraversare il paese e imboccare, sulla sinistra, la deviazione che indica il Lago del Brugneto su strada SP15, si prosegue fino a Propata su una statale con molte curve che attraversa tanti suggestivi paesini.

Da Propata si prende la SP87, in direzione Casa del Romano, fino a Capanne di Carrega, qui lasciamo l’auto nei pressi di un agriturismo dove ha inizio il sentiero per fare la nostra l’escursione.

Descrizione

Questo tracciato è relativamente breve, una volta posteggiata l’auto non ci si mette molto ad arrivare sulla vetta, mettiamo così in programma di arrivare anche fino alla vicina cima del monte Poggio Rondino 1630.

Vicino all’agriturismo parte il sentiero contrassegnato con 2 pallini gialli, sale in leggera pendenza e si addentra inizialmente in una bella faggeta per poi affacciarsi sull’imponente crinale erboso che porta in vetta.

Siamo a fine agosto, la temperatura è di circa 19 gradi e si cammina molto bene, la visione panoramica della Val Borbera e Val Trebbia è incredibilmente suggestiva, alcune nubi filtrano il sole e tingono il paesaggio con colori molto caldi.

Una nota interessante di questo itinerario è che essendo all’estremo limite del confine della Regione Liguria, si sconfina a tratti su Emilia Romagna e il Piemonte.

In circa 40 minuti raggiungiamo la vetta, non ci sono molte indicazioni, ma non si fatica ad intuire che proseguendo sul versante opposta si arriva al monte Poggio Riondino.

Si scende quindi, seguendo un ben tracciato sentiero e si incontra qui un’indicazione che ci fornisce il tempo di percorrenza per la nostra seconda meta, 20 minuti.

Il sentiero prosegue ora in falso piano e sui pendii del nostro nuovo sentiero intrapreso incontriamo qualche mucca al pascolo.

In breve siamo sulla vetta, è contrassegnata da una croce in legno, mentre quella del Carmo è più massiccia ed in cemento.

Osserviamo sulla prateria intorno che iniziano a spuntare i colchici, segnale che l’estate batterà presto in ritirata.

Per il ritorno ripercorriamo la stessa strada che ci conduce al posteggio da dove eravamo partiti.

Osservazioni del naturalista