Pratorotondo - Monte Argentea - Pratorotondo

INFO

Difficoltà: E – in inverno chiamare il parco per info viabilità

Segnavia: alta via monti liguri alta via monti liguri

Altitudine: 1168 mslm

Dislivello: 400 metri

Tempo: 3,30 ore A-R

Lunghezza: circa 10,6 km

Voto:

Attrezzatura consigliata

Zaino da trekking

Scarpe o scarponcini da trekking

Giacca a vento tecnica o anche un semplice K-way

Pile in materiale tecnico con zip completa per comodità

Borraccia d’acqua (almeno II)

Cappello da sole anti UV

Occhiali da sole (meglio se specifici da trekking con protezione UV 2/3)

Ghette (se pensate di andare con terreno innevato)

Binocolo

Copri zaino antipioggia (in caso di dubbi sulle previsioni)

 

Come arrivare

Provenendo da Genova su autostrada (Genova-Savona A10) si esce al casello di Varazze, si procede fino a una rotatoria. Svoltare a destra e procedere per circa 3 km. Alla rotatoria a destra si prende la strada provinciale SS542 per Sassello.

Si procede fino a un bivio, si volta a destra per Alpicella e si prosegue, su strada che a tratti si presenta stretta e tortuosa, sino alla sommità del Monte Beigua.

Dalla sommità, attraversando la selva di antenne dei ripetitori di vari segnali radiotelevisivi, si procede su strada asfaltata fino al Rifugio-Albergo di Pratorotondo, qui si posteggia l’auto e si può osservare la cartellonistica che illustra i vari percorsi del Parco Naturale Regionale del Beigua (UNESCO Global Geopark).

Descrizione

Il percorso è molto agevole, si parte dal Rifugio di Prato Rotondo e si imbocca un’ampia strada sterrata dietro a una sbarra (Alta Via Dei Monti Liguri).

Si prosegue dritti, con possibilità di osservare sulla destra il meraviglioso paesaggio, (se la giornata è limpida) la vista spazia sul Golfo di Genova fino al Promontorio di Portofino.

Si prosegue senza diramazioni superando una costruzione detta Casa Miniera, sopra la Cappella degli Alpini e successivamente si incontra l'ampia distesa di Prato Ferretto.

Si incontra adesso un bivio dove si svolta a sinistra e si sale, a destra si va al Monte Rama e in discesa c’è un sentiero che porta a Lerca con deviazione lungo la strada verso il monte Argentea.

Scegliamo di effettuare questa variante, quindi al bivio citato proseguiamo in discesa (segnavia due barre rosse) sul sentiero per Arenzano.

Passando da questo sentiero si ha la possibilità di attraversare i fiumi di pietre (blockstream) e i campi di pietre (blockfield), a testimonianza dei processi geomorfologici avvenuti in era glaciale.

Passando da questo sentiero si perde inizialmente quota, si scende fino ad incontrare una casa fatiscente (chiamata carbunea), si prosegue ancora per qualche centinaio di metri, fino alla fonte Spinsu.

Da questo punto il sentiero riprende a salire seguendo la A rossa in campo bianco, con indicazione Rifugio Padre Rino a quota 903 mslm.

Da qui il paesaggio è caratterizzato da diversi attraversamenti sulle pietre dei Blockstream, che hanno come sfondo i golfi di Varazze e Arenzano, si gode una visione molto suggestiva e per certi aspetti surreale.

Dopo il rifugio si riprende a salire sul versante più interno e si seguono le indicazioni Monte Argentea, si attraversano alcune praterie fino a quando un bivio segnato su una pietra ci indica una strada per il Monte Argentea mentre quella che prosegue porta al Rifugio Argentea (1090 m)., noi proseguiamo da quest’ultima ed in pochi minuti arriviamo al rifugio.

Per il ritorno utilizziamo l’itinerario dell’AVLM che si prende alle spalle del Rifugio.

Il percorso, sale e scende tra praterie, pini e faggi, si prosegue fino ad arrivare alla distesa erbosa del Passo di Pian di Lerca (1035 m), e poi a pian Ferretto, una grande distesa erbosa che ci riporta al punto del crocevia dove siamo passati all’andata e ci sono tutte le indicazioni.

Da qui il giro si chiude andando a ristorarsi al rifugio di Prato Rotondo.

Osservazioni del naturalista

Nelle diverse escursioni effettuate nel Parco del Beigua abbiamo avuto modo di osservare parte della spettacolare flora e fauna che si può incontrare nelle diverse stagioni dell’anno.

Il Beigua

Zona umida del Laione

L’area che abbiamo visitato è inserita in un contesto regionale di salvaguardia del patrimonio della biodiversità di alcuni ambienti della Liguria.

Nel contesto della creazione del progetto Rete Natura 2000 sono istituiti i SIC (Siti di Importanza Comunitaria) per salvaguardare ambienti di grande interesse naturalistico.

Nel caso specifico ulteriori info qui:

Natura 2000