Rio Baracca

INFO

Difficoltà: E

Segnavia: Triangolo giallo http://www.escursioniliguria.it/immagini/segnavia_triangolo_pieno_giallo.gif (meglio seguire però le indicazioni “bollino blu da poco posizionate)

Altitudine: 590 mslm

Dislivello: 237 metri

Tempo: 1,20 ore A-R

Lunghezza: circa 4,71 km AR

Voto:

Attrezzatura consigliata

Scarpe o scarponcini da trekking

Borraccia d’acqua

Giacca a vento tecnica o anche un semplice K-way

Come arrivare

Questo percorso è raggiungibile da Genova percorrendo l’autostrada in direzione di Masone e da qui la statale 456 che ci porta dopo Campoligure e Rossiglione al bivio per  Tiglieto, dopo qualche km si imbocca la  deviazione  per Acquabianca che si percorre fino ad un ponte dove si procede a sinistra poco prima del ponte per la frazione Ferriere.

Qui si posteggia l’auto e attraversato il piccolo borgo ristrutturato ci si immette nel sentiero che è segnalato con triangolo giallo (meglio seguire però le indicazioni “bollino blu” da poco posizionate)

Descrizione

Questo percorso si presenta breve, risale in maniera abbastanza morbida il Rio Baracca permettendo una piacevole osservazione dei laghetti che si formano a fondo valle, alcuni punti salienti per non sbagliare percorso li abbiamo evidenziati nella traccia GPX.

Noi abbiamo seguito le indicazioni contassegnate con pallino blu, si inizia il percorso con una serie di guadi (più impegnativi se è piovuto di recente) sul rio.

Il sentiro inizia a salire dolcemente e costeggiando la riva destra del Rio Baracca ci permette a tratti di osservare il canyon sottostante .

Attraversando un fresco bosco misto, dopo circa 45 minuti si ricomincia a scendere fino ad arrivare al livello del torrente.

Ancora un guado e si raggiunge la sponda opposta, qui si possono ammirare una serie di laghetti molto belli con fondali resi visibili dalla limpidezza delle acque.

In questa parte di percorso il sentiero non è molto ben segnalato, bisogna prestare attenzione ad avvistare i riferimenti in prossimità di alcune rocce che oltrepasseremo arrampicandoci.

Praticamente in meno di un ora si arriva al bellissimo laghetto dove termina il sentiero.

Qui le particolari rocce erose dall’acqua nel tempo e la cascata con un getto d’acqua assordante regalano proprio un bel colpo d’occhio.

La spiaggia davanti all’imponente cascata è molto accogliente e invita a fare una sosta per godersi il panorama e il silenzio del posto.

Per il ritorno bisogna seguire lo stesso sentiero fatto per arrivare qui.

Osservazioni del naturalista

In effetti, come anche descritto sul sito del Parco Beigua, questo itinerario ha l’aspetto di essere più selvaggio, poco battuto.

Mantiene infatti una ridotta antropizzazione, se si escludono vecchi impianti risalenti e molti decenni fa.

Tra sentieri con castagni e faggi, si osservano in volo diverse specie di odonati, sia damigelle che libellule.

Anche i rettili legati al mondo acquatico sono ben presenti, una spledida natrix maura si è lasciata osservare mentre attraversavamo uno dei laghetti.

Facile anche osservare il merlo aquaiolo che svolazza da una roccia all’altra del percorso, che dire, anche noi che da anni percorriamo i sentieri dei parchi a caccia fotografica di fauna e flora da immortalare, ce lo siamo fatti sfuggire fino ad oggi, ci siamo ripromessi di tornare però in diverse stagioni per cogliere tutte le peculiarità di questo splendido angolo del Parco del Beigua.