Corniglia - Manarola

INFO

Difficoltà: E

Segnavia: 586 - 587

Altitudine: 350 mslm

Dislivello: 350 metri

Tempo: 2 ore 30 min andata

Lunghezza: circa 8 km

Voto:

Attrezzatura consigliata

Scarpe o scarponcini da trekking

Borraccia d’acqua

Copri zaino antipioggia (in caso di dubbi sulle previsioni)

bastoncini da trekking

Come arrivare

Il percorso vero e proprio si imbocca dallo splendido paesino di Corniglia che però, per essere raggiunto dalla stazione ferroviaria, richiede la buona volontà di percorrere 377 scalini.

Arrivati in paese, poco prima della chiesa, una evidente salita che si incontra sulla destra, contrassegnata con il segnavia 587 ci introduce nel percorso che ci porterà a Volastra.

Descrizione

Questa nostra escursione ha avuto come scopo principale quello di ammirare i vigneti liguri dove si produce il rinomato vino “sciacchetrà”.

Abbiamo individuato a questo scopo, il percorso che da Corniglia porta a Manarola passando da Volastra e che si snoda ad una quota di circa 200 mslm.

Le Cinque Terre sono una meta sempre molto trafficata, nel senso che il turismo è sempre molto intenso, per arrivare è consigliabile l’utilizzo di mezzi pubblici ed in particolare il treno.

I centri abitati non sono percorribili da alcun mezzo e i pochi posteggi a pagamento sono a capienza molto limitata, per effettuare questa escursione abbiamo utilizzato il treno e siamo scesi alla Stazione di Corniglia.

Si prende il sentiero 587 che inizia, in decisa salita sulla destra prima della chiesa di Corniglia, da qui si sale per circa 50 minuti, il tempo necessario per guadagnare quota ed avvicinarci all’abitato di Volastra. il sentiero si snoda nella prima metà quasi interamente all'ombra per aprirsi nei pressi dei vigneti.

Trascorso questo tempo, ad un bivio a destra, il sentiero diventa 586 e ci accompagnerà fino a fine percorso con segnavia bianco rosso.

Questo tracciato si sovrappone per alcuni tratti al percorso della manifestazione sportiva “Sciacchetrail”, che si svolge appunto nel Parco delle Cinque Terre in primavera e che attraversa per oltre 40 km questi fantastici terrazzamenti dove con grande difficoltà si coltiva l’uva.

Noi proseguiamo sul sentiero Cai 586, da qui finalmente in falsopiano, verso Volastra, dove iniziamo a scorgere i primi vigneti.

Per fortuna, pur essendo novembre, le foglie non sono ancora cadute e lo spettacolo della vigna con colori giallo-dorati è particolarmente accattivante sia intorno a noi che nelle colline vicine.

Ci rilassiamo qualche minuto effettuando diverse foto ai vigneti, colpisce molto la collocazione delle coltivazioni, i terrazzamenti coltivati sono particolarmente a strapiombo sul mare e non ci sono molte possibilità di manovra neppure tra un filare e l’altro, l’adattamento operato dall’uomo per lavorare la vigna è veramente sorprendente.

Non vi sono neppure vie d’accesso carrabili, una lunga cremagliera è il mezzo utilizzato, nel periodo della vendemmia, per poter portare il raccolto a valle.

Riprendiamo il nostro trekking ammirando il paesaggio, alle nostre spalle lo sguardo spazia fino a Punta Mesco e Monterosso, sotto di noi Corniglia e davanti la nostra meta, Manarola.

Arrivati in prossimità dell’abitato di Volastra nei pressi della chiesa, troviamo subito sulla destra una freccia che indica, tra le case, il sentiero in discesa verso Manarola, questo tratto, che si snoda in parte tra uliveti e tratti abitati risulta impegnativo a seguito del gran numero di scale da scendere, più di 1200 scalini con notevole pendenza.

L’ultimo tratto si biforca permettendo di scegliere se fare ritorno attraversando il paese oppure per una via più panoramica che permette di ammirare Manarola dall’alto, scegliamo questa seconda opzione e scendiamo fino al centro abitato dove concludiamo il nostro itinerario.

Osservazioni del naturalista

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, pur essendo dal punto di vista paesaggistico e culturale unico e sorprendente, possiede un livello di antropizzazione molto elevato, la frequentazione di tutta l’area è difficoltosa sia a causa delle scarse vie di comunicazione sia a causa dell’elevatissimo flusso di turisti che durante tutto l’anno invade il territorio.