Monterosso - Punta Mesco - Riva Trigoso

INFO

Difficoltà: E

Segnavia: riga rossa e bianca

Altitudine: 325 mslm

Dislivello: 426 metri

Tempo: 3,50 h

Lunghezza: circa 8,8 km

Voto:

Attrezzatura consigliata

Scarponcini o scarpe da trekking

Pantalone lungo

Borraccia d’acqua

Occhiali da sole

Bastoncini da trekking

Come arrivare

Recarsi alle 5 terre è sempre molto piacevole, provenendo da Genova la nostra meta è il primo dei 5 borghi che si incontrano andando verso levante, ovvero la caratteristica Monterosso.

A differenza di Manarola, Vernazza, Corniglia e Riomaggiore, Monterosso ha una gradevole spiaggia di sabbia ed è la meno arroccata sulla scogliera, si può raggiungere:

In treno: Con la linea ferroviaria Genova- La Spezia, scendendo alla stazione di Monterosso al mare.

In auto: l’uso dell’auto è fortemente sconsigliato, la carenza di spazi per il posteggio, il forte afflusso di turisti e le strade piccole e tortuose fanno preferire il treno, che lascia comodamente al centro del paese.

Descrizione

La piccola stazione di Monterosso al mare è a pochi metri della spiaggia di sabbia, che nella stagione invernale risulta godibile e con un accettabile numero di turisti.

Come unica nota negativa, possiamo dire che abbiamo trovato la statua del “Gigante” raffigurante Nettuno, nei pressi della spiaggia, con i ponteggi a causa di una ristrutturazione in atto …. Ci ritorneremo per poterla ammirare.

Usciti dalla stazione bisogna andare a destra, percorrere un tratto di passeggiata e nei pressi del piccolo porticciolo si trova la cartellonistica che ci incoraggia a proseguire verso Levanto passando per la panoramicissima punta Mesco.

La strada inizia a salire e passa vicino alla Torre dei Merli, sale ripida ed è segnalata da segnavia: riga rossa e bianca".

Si devono attraversare alcuni terrazzamenti coltivati a vigneto, sempre salendo tra villette private prima di incrociare l’ultima strada asfaltata dopo la quale ci si addentra tramite un sentiero, nel bosco di lecci.

Proseguendo, si incontra anche una scalinata in pietra, il segnavia da seguire è sempre rosso e bianco, si attraversano ampie aree con vegetazione a macchia mediterranea e anche alcune leccete.

Si continua a salire in morbida pendenza, fino alla Cresta di Sant’Antonio che è ad una quota di poco superiore ai 300 mslm, questo è un bellissimo punto panoramico che ci permette di avere un’ottima visuale fino a Portovenere, l’isola di Palmaria, Tino e Tinetto,

Vista la splendida giornata, si può spaziare con lo sguardo fino all’arcipelago toscano con l’isola di Gorgona che si staglia sull’orizzonte.

Da questo punto in poi diventano nostri compagni di escursione i numerosi parapendisti che con le loro vele colorate volteggiano nel cielo limpido di questa splendida giornata di dicembre.

Qui, sul promontorio, sono visibili i resti della chiesa di Sant’Antonio (eremo del XIII secolo), poco più avanti è visibile anche il vecchio faro/semaforo.

Proseguiamo ora verso Levanto, ancora un km circa e si esce dall’area sotto tutela del Parco Nazionale delle 5 Terre, si incontrano una serie di case contadine con splendida vista sul mare, terrazzamenti di vigneti e piante grasse (fichi d’india) che sembrano evocare un angolo di Sicilia.

Proseguiamo una discesa in alcuni tratti sconnessa (utili i bastoni da trekking) per arrivare fino al paese e raggiungere la stazione ferroviaria.

Osservazioni del naturalista

Il sito è inserito nella rete delle aree regionali (SIC) Siti d’Importanza Comunitaria e er una parte nel Parco Nazionale delle 5 Terre.

Dal punto di vista naturalistico, l’area ospita, a causa del clima e del territorio (Gariga) alcuni animali e piante piuttosto rari.

Ad esempio la palma nana (Chamaerops humilis) o lo pseudoscorpione Chtonius bartolii ci sono inoltre in tutta l’area diverse orchidee spontanee.

Per avere maggiori dettagli si può vedere qui:

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