Anello della Valle Tribolata e i monti Ciapa Liscia e Roncalla

INFO

Difficoltà: E - EE.

Segnavia: A14 - 197 EE - 103

Altitudine: 1564 mslm

Dislivello: 436 metri

Tempo: 3 ore

Lunghezza: circa 12,2 km

Voto:

Attrezzatura consigliata

Zaino da trekking

Scarpe o scarponcini da trekking

Giacca a vento tecnica o anche un semplice K-way

Pile in materiale tecnico con zip completa per comodità (solo nei periodi freddi)

Borraccia d’acqua (almeno 1)

Copri zaino antipioggia (in caso di dubbi sulle previsioni)

bastoncini da trekking

Come arrivare

La nostra escursione si svolge su un percorso ad anello alle spalle di Santo Stefano d’Aveto, si attraversa il confine tra Liguria ed Emilia Romagna e, attraverso panorami molto suggestivi si possono ammirare le vette più alte della provincia di piacenza.

Dalla località di Rocca d’Aveto, raggiungibile in auto a seconda della provenienza:

da Genova: Autostrada A12 uscita Lavagna, proseguire per Carasco, Borzonasca, Rezzoaglio e infine Santo Stefano d’Aveto.

da Piacenza: Val Nure, Ponte dell'Olio, Bettola, Ferriere, Passo del Tomarlo, Santo Stefano d’Aveto

Grazie al capiente piazzale, presente a Rocca d’Aveto, non ci sono grossi problemi per posteggiare l’auto neppure durante il fine settimana.

Se si vuole affrontare il percorso in modo più semplice, utilizzando la seggiovia che porta al Prato della Cipolla, meglio informarsi sul sito Internet per arrivare a Rocca d’Aveto con l’impianto di risalita funzionante

Descrizione

Abbiamo deciso di iniziare il nostro percorso dal Prato della Cipolla (1585slm), in questo caso, tramite la seggiovia di Rocca d’Aveto, si risparmiano un po' di energie e ci si trova subito in quota da qui si segue la segnaletica che porta al passo della Roncalla.

Bisogna attraversare il pianoro di Prato della Cipolla, dove in alcuni periodi dell'anno è aperto un punto di ristoro.

Il primo tratto del percorso è ben segnalato, si svolge per gran parte all’ombra di una splendida faggeta ed è quasi pianeggiante fino al bivio che porta sul monte Ciapa Liscia a quota 1682 mslm.

Sulla sommità del Ciapa Liscia si possono iniziare a scorgere alcune particolarità botaniche della zona, come i semprevivi che si addensano sulle rocce, e le fioriture di tulipano selvatico.

Bisogna ora prestare attenzione, se si vuol proseguire ed ammirare la valle Tribolata dall’alto, a non seguire il sentiero a sinistra segnalato per il Monte Roncalla (1685 mslm), dirigersi invece a destra e cercare un sentiero che dalla cima piega molto deciso in discesa (segnalato come EE n.197) verso il Passo Crociglia.

Il tratto EE, va affrontato con sicurezza (piede fermo), si tratta di un tratto in forte pendenza che in parte si effettua su crinale con strapiombi, la durata è comunque molto modesta, circa 10 minuti.

Si inizia ora a percorrere un tratto molto paesaggistico, volgendo lo sguardo verso il fondo valle si scorge il percorso di ritorno che attraversa la particolare Valle Tribolata.

Proseguiamo il percorso in un alternarsi di tratti in faggeta e crinali erbosi dove sono presenti splendide fioriture di orchidee selvatiche (Orchis Mascula), si perde quota fino a raggiungere un crocevia con diverse indicazioni.

Impossibile sbagliarsi, si prede il sentiero segnato come 103 che indica la Valle Tribolata a 40 minuti, si deve attraversare un terreno privato cintato che non presenta comunque difficoltà.

Questo tratto viene percorso all’interno di una bella faggeta in provincia di Piacenza e ci accompagna fino al momento dove sbuca allo scoperto, in un grande pianoro, delimitato sul lato sinistro, riferito al senso di marcia da una parete di roccia dalla quale sgorga una cascatella d’acqua.

L’area circostante è stata pensata come zona picnic, al nostro passaggio ci è sembrata poco battuta ma molto invitante, tutt’intorno regna un gran silenzio interrotto solo dai suoni della natura.

Tutta la zona in territorio piacentino è classificata come Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.), e di grande interesse naturalistico per vari aspetti geologici non ultima la presenza di notevoli testimonianze glaciali.

Da qui alla Valle Tribolata ci vogliono oramai circa 15 minuti in salita all'interno di duna faggeta, si abbandona la parte prativa e boschiva per passare allo scenario come viene definito “lunare”, di questa particolare valle.

Pare che le origini di questi ammassi di rocce, trovino spiegazione nell’origine vulcanica sottomarina in un tempo molto lontano.

Questo ammasso disordinato di rocce è ingentilito da belle fioriture, di colore giallo intenso, di doronicum columnae che conferiscono allo scenario un suggestivo aspetto degno di qualche scatto fotografico.

Ci troviamo ora sul percorso di ritorno, affrontiamo un tratto di sentiero che risale verso monte Groppo Rosso, segnaliamo che in questo tratto, per chi fosse interessato, sulla sinistra si incrocia il percorso “Sentiero Attrezzato Adolfo Ferrari” classificato EEA , per il quale è richiesta un attrezzatura specifica.

Torniamo quindi al Prato della Cipolla e in seggiovia al parcheggio dell’auto per concludere il nostro trekking.

Osservazioni del naturalista

L’escursione è ricca di particolarità da ammirare, sia dal punto di vista botanico, della fauna e geologico.

Nelle poche ore trascorse tra quelle montagne, osservando le molteplici fioriture di piante appartenenti al genere semprevivo, alle primulacee, alle orchidee, ci siamo resi conto della peculiarità della zona.

Sul sito della Val D’Aveto, al link si trovano abbondanti approfondimenti sulla flora del luogo.

Non meno interessante la provenienza delle rocce e quindi l’importanza geologica, per approfondimenti andare al link: